22:52 29 Settembre 2020
Economia
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L'ente prevede problemi di liquidità per sei imprese su dieci nei prossimi sei mesi a causa della crisi economica scatenata dall'emergenza sanitaria.

Unioncamere stima che nei prossimi sei mesi la maggior parte delle aziende italiane subiranno le conseguenze della crisi economica esplosa a causa dell'emergenza sanitaria. Il crollo della domanda e l'incertezza sui mercati, dovuta alla durata dell'emergenza sanitaria, potrebbero causare problemi di liquidità a ben 780mila imprese, equivalenti al 58,4% del tessuto produttivo italiano.

Le aziende che resteranno sane, secondo la stima, saranno poco meno di poco meno di 565mila.

Sei imprese su 10 potrebbero non generare flussi di cassa tali da poter restare sul mercato.

Questo è l'esito di un'indagine del sistema informativo Excelsior condotta su 1.380 mila imprese con almeno un dipendente, condotta tra il 22 giugno e il 6 luglio 2020 da Unioncamere in accordo con Anpal. 

A soffrire di più saranno le micro-imprese, da 1 a 9 dipendenti. Sarà il 60% ad avere un livello insufficiente di liquidità. La percentuale delle micro-imprese in crisi di liquidità aumenta e raggiunge il 73,8% se si delimita l'indagine ai settori turistico e della ristorazione, i più danneggiati dal crollo delle presenze di turisti stranieri durante la stagione estiva. 

Relativamente migliore la situazione per le aziende di dimensioni medio grandi e con alto livello di digitalizzazione: tra quest'ultime la quota di aziende in difficoltà è compresa tra il 44-48%. 

Dopo il Covid in crisi soprattutto l'Export

Secondo un recente rapporto ICE il Covid-19 ha segnato una frenata nel commercio estero, facendo "perdere" tre anni al percorso di crescita dell'export italiano. Istat ha previsto per il 2020 un calo del 13,9% e la Commissione europea stima una flessione del 13%. I cali più importanti nel 2020 sono previsti nei mezzi di trasporto, con una domanda globale di cantieristica in flessione del 12%, mentre il ridimensionamento potrà essere più contenuto nei settori di chimica farmaceutica (-9,6%), l'alimentare e bevande (-10,6%).

Tags:
Coronavirus, imprese, Economia, Italia
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