03:02 20 Ottobre 2020
Economia
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Mentre il dollaro continua il suo declino in un'economia martoriata dalla pandemia, la Federal Reserve statunitense spinge per un allentamento quantitativo e tassi di interesse prossimi allo zero per compensare l'impatto della crisi sanitaria. Il ruolo della valuta americana come riserva universale è ora messo in discussione come mai prima d'ora.

Gli economisti di tutto il mondo sono costretti dalla recessione economica causata dalla pandemia di coronavirus a rivalutare il ruolo globale del dollaro USA, che ha perso terreno rispetto a una serie di valute, scendendo di quasi il 5% a luglio, segnando il suo più grande crollo mensile in più di 10 anni.

L'oro - un tradizionale rifugio sicuro in tempi volatili - ha marciato verso l'alto, sostenuto dai dubbi degli investitori e da un mercato nervoso. Nel tentativo di compensare l'impatto della devastazione causata dal COVID-19, alcuni paesi hanno fatto ricorso ad altre opzioni nelle loro transazioni bilaterali.

Abbandonando il dollaro

Alla Russia e alla Cina, di conseguenza, giungono suggerimenti per cogliere un'opportunità per instaurare una potenziale alleanza "bancaria" o "finanziaria" per promuovere la "de-dollarizzazione" riguardo la collaborazione tra i due partner commerciali, come ha affermato il politologo russo-americano Dimitri Simes, citato dalla 'Nikkei Asian Review'.

Attualmente i numeri supportano questa tendenza, poiché la quota di scambi in dollari USA tra Mosca e Pechino è scesa al minimo storico del 46% nel primo trimestre del 2020, secondo i dati recenti forniti dalla Banca centrale russa e dal Servizio doganale federale.

Meno della metà delle transazioni tra i due paesi sono state effettuate in dollari nei primi tre mesi del 2020, con il 30% condotto in euro e il restante 24% nelle valute nazionali delle due nazioni.

Per avere un termine di paragone, nel 2015 quasi il 90% di tutte le transazioni tra Russia e Cina era stato condotto in dollari.

Lo scorso giugno, i funzionari dei due paesi hanno invece firmato un accordo per allontanarsi dal dollaro nelle transazioni bilaterali a favore delle valute nazionali - il rublo e lo yuan.

Il dollaro è destinato al crollo?

Il peso che una "alleanza" tra Russia e Cina potrebbe esercitare sui tentativi di abbandonare il dollaro è solo uno dei fattori che potenzialmente spingono verso il basso la domanda di valuta americana.

I tentativi di sostenere l'economia in difficoltà hanno spinto la Federal Reserve statunitense a 'stampare' denaro e iniettarlo nel sistema bancario commerciale.

Entro la fine del 2020, secondo Oxford Economics, si prevede che la Fed abbia acquistato 3,5 trilioni di dollari di titoli di stato con questi dollari di nuova creazione, ma gli esperti di Wall Street avvertono che liberalizzando la stampa di denaro il governo rischia di svalutare la valuta statunitense, affrettando il suo crollo.

La Fed ha anche tagliato il suo tasso di interesse di riferimento quasi a zero, giurando che continuerà a farlo fino a quando l'economia non si riprenderà dalla pandemia di coronavirus.

Ciò avviene perché il deficit federale è più che triplicato nei primi 10 mesi dell'anno fiscale, secondo il Dipartimento del Tesoro.

Il divario di bilancio degli Stati Uniti è stato pari a 2,8 trilioni di dollari da ottobre a luglio, il 224% in più rispetto al divario di 867 miliardi di dollari durante lo stesso periodo dell'anno precedente.

Gli avvertimenti erano stati precedentemente emessi dal Fondo monetario internazionale (FMI) nella sua dichiarazione di agosto.

Con gli Stati Uniti pronti a raddoppiare il loro stimolo fiscale per incentivare la ripresa economica dopo la crisi dovuta alla pandemia di coronavirus e le azioni della Federal Reserve c'è il rischio crescente di un'improvvisa perdita di fiducia nel dollaro USA, ha ammonito Zhu Min, economista cinese che è stato vicedirettore generale dell'FMI dal 2011 al 2016.

"La preoccupazione non è se il dollaro USA vedrà un progressivo calo del 30 percento in futuro, ma se ci sarà un evento di rottura che causerà un'improvvisa perdita di fiducia nel dollaro USA e il collasso del suo mercato", ha detto Zhu, che attualmente è a capo del National Financial Research Institute presso l'Università Tsinghua di Pechino.

Stephen Roach, ex presidente di Morgan Stanley Asia, ha previsto un imminente crollo del dollaro, ha riferito Bloomberg.

"L'economia degli Stati Uniti è afflitta da molto tempo da alcuni macro-squilibri significativi, vale a dire un tasso di risparmio interno molto basso e un disavanzo delle partite correnti cronico", ha detto, prevedendo che il dollaro sarebbe precipitato del 35% rispetto alle altre principali valute.

"L'era dell''esorbitante privilegio' del dollaro USA come valuta di riserva primaria del mondo sta volgendo al termine", ha affermato l'economista.
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