02:49 28 Settembre 2020
Economia
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Gli italiani vanno in vacanza restando in Italia, ma si stanno tramutando molto più in vacanze del non fare. Il rischio è che si perdano un milione di posti di lavoro.

Gli italiani trascorrono le vacanze in Italia e spendono mediamente 680 euro a testa, mentre la spesa media delle famiglie italiane per la vacanza estiva è di 1.022 euro.

Tuttavia il 20% degli italiani almeno non ha prenotato le vacanze per problemi economici e di indisponibilità di ferie consumate nei mesi del lockdown.

A fotografare la situazione è l’Osservatorio Confturismo-Confcommercio con Swg, che oltre ai dati delle vacanze di prossimità fatte dagli italiani che se lo possono permettere, si aggiunge un dato negativo pesante.

Gli stranieri sono i grandi assenti. Prevalentemente quelli che arrivano sono europei, mancano invece i “ricchi turisti intercontinentali americani e asiatici” che non possono o non vogliono (dipende dai Paesi) viaggiare in questa fase di pandemia.

Secondo la ricerca tra giugno e settembre al turismo italiano mancheranno in totale 25 milioni di presenze rispetto al 2019. In termini di flussi l’ammanco ammonta al -75%.

Le vacanze del non fare

“Saranno vacanze dedicate al ‘non fare’, con al primo posto il riposo e il contatto con le persone più care. Visite a musei, monumenti e mostre scendono dal 33% dello scorso anno al 15%, lo shopping dal 21% al 5%, il wellness dal 12% al 9%.”

L’indice di fiducia che misura la propensione degli italiani di andare in vacanza è a 65 punti, migliorato rispetto a giugno di 3 punti ma più basso rispetto ai 72 punti del 2019.

Il 34% degli intervistati a fine luglio, e intenzionati a partire entro settembre, non aveva ancora prenotato la vacanza e un 8% ha risposto che partirà all’avventura prenotando solo sul posto: anche se ciò è vietato dalle attuali disposizioni poiché la prenotazione è obbligatoria per via dell’emergenza sanitaria.

11,5 miliardi di spesa persi

Il presidente di Confturismo-Confcommercio Luca Patanè fa notare che nel 2019 gli italiani hanno speso 11,5 miliardi di euro nel periodo estivo per vacanze più o meno brevi. “Di tutto questo, l’estate 2020 salverà forse il 25%” è la sua amara riflessione.

I focolai fanno più notizia di altro

“Questo mentre l’andamento degli indici epidemiologici e i focolai individuati a macchia di leopardo sul territorio nazionali fanno notizia molto più dell’egregio lavoro che operatori del settore e comunità locali compiono ogni giorno per garantire ai turisti una fruizione serena delle loro vacanze”, afferma Patanè evidenziando il fatto che i media danno più risalto alle notizie sui focolai che all’impegno del settore turistico nel garantire sicurezza ai turisti.

“Basta con questo approccio autolesionistico, e al via da subito una serie di misure importanti e con forti stanziamenti dedicati al settore”, aggiunge ancora il presidente di Confturismo.

E chiede che “si prenda atto, una volta per tutte, che il turismo è già da tempo colonna portante dell’economia italiana, non una vaga chance per il futuro. È concretamente a rischio un milione di posti di lavoro”, conclude.

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Italia, turismo
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