23:25 29 Settembre 2020
Economia
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Obiettivo dell'Unione Europea ridurre lo spreco di materiali e spingere sul riutilizzo. Entro il 2030 il 100% degli imballaggi deve essere recuperabile. Una sfida che chiama e unisce tutti.

Abbiamo un solo pianeta, ma viviamo come se ne avessimo tre a disposizione. Qualcuno ricorderà questa affermazione che è diventata uno degli slogan del Green New Deal dell’Unione Europea, inserito anche nel Circular economic action plan con cui l’Ue intende passare a una Europa più rispettosa dell’ambiente e meno sprecona entro il 2030.

Obiettivo raggiungibile? Tutto dipenderà dai cittadini dei 27 Paesi che compongono questa Unione.

L’obiettivo è aumentare il tasso di riutilizzo delle materie prime che risulta fermo al 12%. Imperativo superare la logica del monouso e costringere l’industria a progettare i materiali in modo eco-sostenibile: eco-design.

Obiettivo riparare non buttare

Gli obiettivi del contenimento delle risorse sono l’incentivo al riutilizzo, al riciclo e alla riparazione.

La riparazione… Ma come si fa a spingere su una “economia della riparazione” se gli smartphone (ad esempio) spesso conviene più sostituirli che ripararli? Se addirittura alcuni dispositivi elettronici più recenti sono impossibili da riparare?

Come si fa a riutilizzare un computer portatile se non è possibile aggiornarne la componentistica hardware oltre un certo limite (spesso il limite è imposto dal costruttore per fini commerciali)?

Risolviamo il problema degli imballaggi

L’Unione Europea si propone di risolvere problemi più semplici e che meno intaccherebbero la nostra vita quotidiana e soprattutto le nostre coscienze. In particolare vuole agire sugli imballaggi.

Quindi l’obiettivo è arrivare, entro 10 anni, ad avere sul mercato il 100% di imballaggi riutilizzabili o riciclabili e in modo sostenibile, anche se questo andrà a scapito dell’estetica degli imballaggi di determinati prodotti.

Del resto, se stiamo usando 3 pianeti e ne abbiamo 1, allora significa che viaggiamo oltre le nostre possibilità e che quindi dobbiamo ridimensionarci, anche usando imballaggi meno appariscenti e chic.

Raccolta differenziata più semplice

Alzi la mano chi non si è mai trovato davanti al dilemma di dove gettare i gusci dei molluschi: indifferenziato o umido/biologico? E dove si gettano le buste della spesa biodegradabili? E il Tetrapak, lo metto con la carta o dove? In questo ogni Comune, anche tra loro limitrofi, hanno le loro linee guida... differenziate.

L’Europa vorrebbe intervenire anche in questo campo, armonizzando il sistema delle etichettature e rendendo più semplice la raccolta differenziata. Vivaddio!

Una Europa unita nella raccolta differenziata

Ecco, forse l’Europa che trova difficoltà ad unirsi sui temi economici, grazie ai suoi cittadini potrebbe unirsi più e meglio sui temi dell’ambiente e trovare sistemi unici di lotta all’emergenza climatica in atto, che proprio confini regionali e nazionali non ha.

Cosa possiamo fare per l’ambiente?
  • Comprare meno contenitori in plastica e preferire contenitori composti da materiali di maggiore durata.
  • Evitare l’acquisto delle bottiglie di plastica e usare borracce realizzate con materiali diversi ed ecocompatibili.
  • Usare buste della spesa in tessuto e non di carta o di plastica.
  • Acquistare computer il più possibile aggiornabili nel tempo.
  • In casa, usare i bicchieri di vetro per bere e non quelli di plastica.
  • Preferire detersivi, detergenti e saponi alla spina o le ricariche ecologiche.

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Tutela dell'ambiente, Ambiente
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