00:58 28 Settembre 2020
Economia
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Il settore norvegese del Mare del Nord è stimato come il più ricco e possiede circa la metà delle riserve di petrolio e gas di tutto il Mare del Nord. Tuttavia, oltre la metà di queste riserve era stata prosciugata negli ultimi decenni, secondo stime ufficiali.

La più grande scoperta di petrolio di quest'anno è stata fatta nel pozzo di Dugong nel Mare del Nord, a ovest della città norvegese di Florø. La compagnia petrolifera Neptune Energy, l'operatore della licenza Dugong, stima che il giacimento scoperto possa valere fino a 120 milioni barili di petrolio estraibili.

La licenza Dugong si trova 158 chilometri a ovest di Florø. E’ composta da due serbatoi situati tra i 3.250 e i 3.500 metri sotto il livello del mare.

“Questa è una scoperta significativa e strategicamente importante per Neptune Energy. La scoperta di Dugong potrebbe aprire diverse interessanti opportunità nelle licenze circostanti e ha il potenziale per diventare una nuova area primaria per Neptune Energy in Norvegia”, ha dichiarato il CEO di Neptune Energy Norvegia Odin Estensen in un comunicato stampa.

​Estensen sottolinea l'impegno dell'azienda a continuare a investire in attività nel settore norvegese, che considera parte integrante del proprio "portafoglio geograficamente diversificato".

Il direttore del settore esplorazione e sviluppo della Neptune Energy Norway, Steinar Meland, ha suggerito che la scoperta offre una nuova e preziosa comprensione del sottosuolo in questa parte dell'area di Tampen, impegnandosi a iniziare studi e prendere in considerazione opzioni di sviluppo per la scoperta.

Neptune Energy ha una quota di proprietà del 40 percento. Oltre a Neptune Energy, Concedo, Petrolia Noco e Idemitsu Petroleum Norge detengono una partecipazione del 20 percento ciascuno.

All'inizio di quest'anno, la Neptune Energy aveva fatto una scoperta leggermente più piccola ad est del giacimento di Sigrun insieme al gigante del petrolio norvegese Equinor.

Neptune Energy gestisce anche il giacimento di Gjøa nel Mare del Nord e ha diversi progetti di sviluppo in corso. L'azienda è anche partner di un insieme di altre aziende impegnate in vari settori produttivi. In totale, la società partecipa a 75 licenze.

Oltre al Mare del Nord, la società ha operazioni in Nord Africa e nella regione del Pacifico asiatico. Nel 2019 l'azienda aveva un tasso di produzione di 144.000 barili netti di petrolio al giorno.

Dall'era del dopoguerra, sono cinque i paesi coinvolti nell’estrazione di petrolio nel Mare del Nord utilizzando i settori concordati alla fine degli anni '60: Regno Unito, Norvegia, Olanda, Danimarca e Germania. La Norvegia possiede le maggiori riserve – solo il suo settore si stima detenga circa la metà delle riserve di petrolio e gas del Mare del Nord. Tuttavia, oltre la metà delle riserve petrolifere del Mare del Nord sono già state estratte, secondo fonti ufficiali sia della Norvegia che del Regno Unito.

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