04:20 29 Novembre 2020
Economia
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Dopo alcuni mesi di tendenza positiva, tra giugno e luglio anche la Grande Distribuzione ha fatto segnare una battuta d'arresto.

Nei mesi di giugno e luglio le vendite della Grande Distribuzione hanno fatto segnare una battuta d'arresto rispetto ai mesi precedenti, con un -3,2% rispetto allo stesso periodo del 2019.

A tracciare un quadro piuttosto deficitario del settore è Nielsen, che ha fotografato un trend delle vendite negativo per tutte le quattro aree del Paese.

A soffrire di più sono le aree del Centro (-4,4%), del Sud e delle Isole (-3,8%), mentre tengono maggiormente botta il Nord Ovest (-2,7%) e il Nord Est (-2,3%)

La tendenza negativa affligge maggiormente Sicilia (-7,4%), Sardegna (-7,2%), Liguria (-5,3%), Toscana (-5,2%) e Lazio (-4,4%), a testimonianza di maggiori difficoltà per le maggiori località turistiche del Paese.

"Nonostante alcune categorie godano ancora degli effetti positivi determinati dalla pandemia COVID-19 su GDO e Largo Consumo, i dati di vendita di luglio non sembrano delineare prospettive positive per il settore. E' un momento difficile per i consumi degli italiani, che iniziano a tirare la cinghia e adottare strategie di risparmio", ha riferito Romolo de Camillis, Retailer Service Director di Nielsen Connect in Italia.

"Sui dati di luglio influiscono negativamente anche altri fattori quali, in particolare, il calo del turismo straniero e le temperature più basse rispetto allo scorso anno. Sarà il prossimo mese a fornirci più risposte: se i trend di luglio saranno confermati anche ad agosto, è molto difficile pensare che la performance del secondo semestre 2020 sarà in linea coi risultati del 2019", ha quindi concluso.

Si salvano solo eCommerce e Specialisti Drug

Nella Fase 3 l'eCommerce si conferma il format di vendita più virtuoso (+84,4%), così come gli Specialisti Drug (+6,9%). Limitano i danni i Discount (-0,8%).

La battuta d'arresto maggiore è stata fatta segnare però dagli altri canali della distribuzione come Liberi Servizi (-5,5%), Ipermercati (-5,4%) e Supermercati (-2,8%).

Seppure in netto miglioramento rispetto ai mesi del lockdown, in coincidenza con una ripresa dei consumi fuori casa, continua a restare negativa la tendenza del format Cash & Carry (-8,1%).

 

 

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