10:57 05 Agosto 2020
Economia
URL abbreviato
211
Seguici su

Confesercenti ha messo in guardia circa gli enormi rischi per l'economia delle maggiori città d'arte italiane.

Le maggiori città d'arte italiane sono in ginocchio a causa della pandemia di coronavirus, che ha comportato l'assenza di quasi 34 milioni di turisti stranieri.

A rivelarlo è uno studio pubblicato da Confesercenti e basato su elaborazioni condotte partendo dalle previsioni di Tourism Economics.

L'indagine ha messo in evidenza le possibili disastrose conseguenze che potrebbero ripercuotersi su tutta l'economia cittadina.

Firenze, Milano, Roma, Torino e Venezia a causa dello stop dei visitatori sono destinate a perdere un qualcosa come 7 miliardi di euro di spesa turistica complessiva, con 4,9 miliardi a carico dei settori alberghiero, della ristorazione e del commercio.

Delle stime che, secondo gli autori dell'indagine, potrebbero rivelarsi addirittura troppo ottimistiche qualora non si dovesse assistere ad un parziale recupero dei flussi turistici dall'estero entro fine 2020.

In testa a questa classifica al contrario Venezia, con la Serenissima destinata a perdere 13,2 milioni di presenze, pari a circa 3 miliardi di euro; non va meglio a Roma e a Firenze, le quali perderanno rispettivamente 9,9 e 5 milioni di turisti, equivalenti a 2,3 e 1,2 miliardi di consumi.

Bilancio pesante anche per Milano e Torino, dove si stimano 4 milioni e 800mila presenze in meno rispettivamente, per circa 1 miliardo complessivo di saldo negativo.

L'appello di Confesercenti

"Il turismo sta pagando un prezzo molto alto per l’emergenza scatenata dal Covid. Un duro colpo che si avverte in modo particolare nelle grandi città d’arte. Qui il combinato disposto di frenata dei viaggiatori e allungamento del lavoro agile rischia di far saltare i sistemi imprenditoriali locali. Soprattutto quelli legati alla spesa turistica: dai ristoranti ai bar, fino ai negozi dei centri storici", ha avvertito Patrizia De Luise, Presidente nazionale Confesercenti.

La dirigente ha quindi lanciato un appello affinché il governo intervenga per dare ossigeno alle imprese in crisi:

E’ una situazione di gravità eccezionale, che richiede misure straordinarie. Per questo chiediamo di istituire delle zone franche urbane speciali nei centri storici dei Comuni di interesse culturale ad alto flusso turistico, che sono i più colpiti dall'onda lunga della crisi scatenata dall'emergenza Covid. Le zone franche dovrebbero consentire alle imprese che vi operano di godere di un sostegno speciale, sotto forma di un contributo da usare in compensazione dei versamenti tributari e contributivi. In questo modo daremmo un po’ di ossigeno ad attività ricettive, servizi turistici, imprese del commercio e di ristorazione e bar, adesso in asfissia. Senza un intervento, migliaia di PMI rischiano di saltare come birilli", ha concluso.

RegolamentoDiscussione
Commenta via SputnikCommenta via Facebook