01:19 22 Ottobre 2020
Economia
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Secondo Eurostat, il crollo del PIL che ha colpito sia la zona euro che l'UE segna la più grande contrazione registrata dal 1995.

Eurostat ha registrato un calo del 12,1% del PIL dell'Eurozona e un crollo dell'11,9% del PIL in tutta l'UE nel secondo trimestre del 2020, rispetto al primo trimestre.

Anche il PIL dell'Unione Europea ha visto una diminuzione anno su anno del 14,4 per cento nel secondo trimestre dell'anno, che è il calo più marcato dal 1995, ha detto Eurostat in un comunicato stampa.

"Rispetto allo stesso trimestre dell'anno precedente, il PIL destagionalizzato è diminuito del 15,0% nell'area euro e del 14,4% nell'UE nel secondo trimestre 2020, dopo delle contrazioni del -3,1% e -2,5% rispettivamente nel trimestre precedente. Questi sono stati anche i declini di gran lunga più marcati dal 1995", ha detto il comunicato.

Secondo l'organizzazione, la Spagna ha registrato il calo più marcato (-18,5%), seguito da Portogallo (-14,1%) e Francia (-13,8%). Nel frattempo, il calo più basso è stato registrato in Lituania (-5,1%). L'Italia regista un calo del 12,4%.

Il crollo record arriva nel bel mezzo della pandemia di coronavirus che ha costretto le nazioni dell'UE a chiudere essenzialmente le rispettive economie questa primavera imponendo dei lockdown. Da maggio, le misure anti-Covid sono state gradualmente alleggerite. Tuttavia, un recente aumento in nuovi casi ha costretto diverse nazioni a imporre di nuovo alcune limitazioni tra i timori di una seconda ondata di pandemia.

Anche gli USA hanno sofferto una significativa contrazione.

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UE, PIL
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