18:25 05 Agosto 2020
Economia
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Il Comitato Orientale dell'economia tedesca valuta misure di ritorsione contro la minaccia delle sanzioni statunitensi sul gasdotto Nord Stream-2, comprese contro-sanzioni, ha dichiarato il direttore esecutivo dell'organizzazione Michael Harms in un'intervista al gruppo mediatico Funke.

"Finora siamo stati molto prudenti in merito a forti contromisure nei confronti degli Stati Uniti, perché non vogliamo entrare nella spirale delle sanzioni. Ora la vediamo diversamente", ha detto Harms.

Ha osservato che il Comitato sta lavorando su misure specifiche. "Possono variare da esplicite dichiarazioni politiche, risarcimenti alle società locali fino a contromisure difensive", ha aggiunto Harms.

Ha avvertito che le autorità statunitensi potrebbero bloccare i conti delle imprese partecipanti e applicare sanzioni alle banche che finanziano il progetto. Harms ha aggiunto che "l'Ambasciata americana a Berlino sta già sollecitando alcune aziende a fissare date specifiche per condurre negoziati".

Harms ha affermato che la minaccia delle sanzioni statunitensi potrebbe costituire un "precedente pericoloso". "L'Unione europea deve agire efficacemente contro questo sviluppo. Occorre evitare che altri Stati promuovano idee simili", ha affermato.

In precedenza Harms aveva dichiarato a Sputnik che Nord Stream-2 e altre questioni di natura sovrana tra Stati Uniti e UE possono essere risolte solo con ampio accordo.

Il 16 luglio il presidente del Comitato Oliver Hermes aveva definito le dichiarazioni statunitensi in merito alle sanzioni contro Nord Stream-2 un'interferenza senza precedenti nella sovranità energetica europea. Ha aggiunto che l'Europa ha bisogno di un "efficace scudo protettivo" per le aziende che "sono state ingiustamente colpite dalle sanzioni statunitensi per proteggerle da danni finanziari".

Nord Stream-2

Nord Stream-2 prevede la costruzione di due rami che congiungono le coste russe e la Germania attraverso il Mar Baltico. Gli Stati Uniti si oppongono attivamente al progetto, promuovendo al tempo stesso il loro gas naturale liquefatto alla UE, così come osteggiano il progetto l'Ucraina e diversi Paesi europei, timorosi di perdere gli introiti del gas russo verso l'Europa attraverso i gasdotti già in funzione.

Gli Stati Uniti si sono opposti a lungo al Nord Stream 2, sostenendo che avrebbe concesso a Mosca una leva politica sull'Europa aumentando la dipendenza di quest'ultima dal gas russo. La pressione sarebbe stata imposta anche alla Germania, un membro chiave del progetto, nonostante Berlino insista con veemenza sul fatto che Nord Stream 2 sia un progetto di natura puramente economica.

Mosca afferma che le sanzioni di Washington non faranno deragliare l'attuazione del progetto, aggiungendo che considera tali azioni come una manifestazione di concorrenza sleale contraria al diritto internazionale.

Oltre al colosso energetico russo Gazprom, cinque società europee sono coinvolte nella costruzione di Nord Stream 2, tra cui la francese ENGIE, la austriaca OMV, la compagnia britannico-olandese Royal Dutch Shell, nonché la tedesca Uniper e Wintershall.

Tags:
Nord Stream 2, Unione Europea, Gas russo, Energia, Economia, Sanzioni, Germania, USA
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