19:06 05 Agosto 2020
Economia
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Il livello di istruzione conseguito dagli italiani è secondo i dati Istat molto basso. Solo il 19,6% degli italiani ha una laurea e questo si riflette anche nelle opportunità di lavoro.

“In Italia, la quota di popolazione con titolo di studio terziario”, cioè con la laurea, “continua a essere molto bassa: il 19,6% contro il 33,2% dell’Ue”, a certificarlo è l’Istituto italiano di statistica (Istat), che ha appena pubblicato i dati aggiornati sui ‘Livelli di istruzione e ritorni occupazionali’ in Italia.

Dati importanti perché mostrano il basso livello di preparazione delle nuove generazioni, che si tramuta in una impossibilità a entrare in un mercato del lavoro non solo altamente competitivo, ma che richiede sempre più conoscenze elevate e specializzate.

I dati Istat dicono appunto che “migliora il tasso di occupazione dei giovani diplomati e laureati alla fine del percorso di istruzione e formazione” del +2,2% nel 2019 rispetto al 2018, anche se scontiamo ancora 22,8 punti percentuali “di divario dall’Ue”. Dati che confermano però che lo studio serve.

Il divario territoriale

“Nel Mezzogiorno rimangono decisamente inferiori i livelli di istruzione” dove il 54% possiede almeno un diploma contro il 65,7% nel Nord Italia.

E restano bassi al Sud “i tassi di occupazione anche delle persone più istruite” con il 71,2% dei i laureati che trovano lavoro contro l’86,4% nel Nord.

“Il divario territoriale nei tassi di occupazione dei laureati è più ampio tra i giovani e raggiunge i 24,9 punti”, scrive ancora l’Istat.

Diploma livello di formazione indispensabile

In Europa il diploma è considerato il livello minimo indispensabile “per partecipare con potenziale di crescita individuale al mercato del lavoro”.

In Italia nel 2019 la popolazione tra i 25 e 64 anni che ha un diploma rappresenta il 62,2% degli italiani (in aumento del +0,5% rispetto al 2018), contro il 78,7% di media nell’Ue a 28 (compreso l’uscente Regno Unito quindi).

L’Italia rispetto alla Germania sfigura, dove l’86,6% della popolazione di età 25-64 anni ha un titolo di studio secondario superiore. Il Regno Unito è all’81,1% e la Francia è all’80,4%.

Valori inferiori al nostro li hanno soltanto Spagna, Malta e Portogallo.

Chi ha la laurea lavora di più

Anche se i laureati italiani trovano nel nostro Paese meno opportunità di lavoro se si paragonano i dati dell’occupazione con il resto dell’Europa, resta il fatto che chi possiede un titolo di studio terziario ha maggiori chance di lavorare.

“Nel 2019, il tasso di occupazione italiano tra i laureati di 25-64 anni è di quasi 30 punti (28,6) più elevato di quello registrato tra chi ha conseguito al massimo un titolo secondario inferiore (la differenza è di 29,0 punti nella media Ue).”

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Istruzione, Lavoro, ISTAT
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