07:24 15 Agosto 2020
Economia
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L'Europa ha deciso il mix di fondi per il rilancio e all'Italia spetta una somma consistente. Come l'Italia potrà spendere quei fondi e soprattutto, converrà davvero indebitarsi?

Ammesso che quanto stabilito dai capi di stato e di governo durante il Consiglio europeo sul piano Next Generation EU dovesse essere approvato dal Parlamento europeo, al quale spetta l’ultima parola, se dunque l’Italia dovesse ricevere i circa 82 miliardi di sussidi e 127 miliardi di euro di prestiti, il problema principale sarà come spenderli e il debito conseguente che erediteremo.

Ciò che l’Europa chiede è di presentare progetti che generano lavoro, di presentare un piano che contenga riforme strutturali come sulla giustizia, conversione energetica, digitalizzazione.

Quello che chiede l’Unione Europea e che hanno chiesto fino a puntare i piedi i paesi frugali, è la spesa dei fondi per finanziare ciò che genera ricchezza, che riattiva il lavoro. Come suggerisce Il Giornale, tutto ciò è l’opposto di quanto l’Italia ha fatto nelle ultime due leggi di bilancio con cui ha finanziato Quota 100 e Reddito di cittadinanza.

Ma è anche l’opposto di alcune misure contenute negli ultimi decreti convertiti in legge, ricchi in bonus e fondi perduti.

In poche parole, con il veto imposto ai fondi provenienti dall’Europa nei prossimi anni (2021-2027), qualsiasi tentativo di finanziare taglio dell’Irpef, di elargire sconti fiscali o altro ancora di simile potrebbe non essere concesso dall’UE.

Il problema debito

Il problema non è solo come spendere i fondi che concederà l’Europa, di cui il 60% richiedibile nel biennio 2021-2022, ma anche il debito che l’Italia accumulerà e che dovrà pagare nei prossimi anni e decenni.

127 miliardi di euro che l’Italia prenderà saranno infatti forniti come prestiti da restituire.

Le opposizioni contro Conte sul debito

Il quotidiano La Stampa riporta l’osservazione della senatrice di Forza Italia Binetti che è molto critica nei confronti del governo Conte:

“Non sono sorpresa dal flop europeo di un premier che ci ha abituato con i suoi Dpcm ad uno svolazzare di miliardi come se li estraesse dalle pietre. Ha annunciato provvedimenti poderosi mai arrivati e fiumi di denaro che nessuno ha poi visto.”

E su come questo governo non sappia spendere i fondi afferma:

“Ci sono due immagini simbolo del fallimento del governo Conte: il monopattino e il banco con le rotelle. Per conoscenza diretta posso assicurare che il bando europeo da tre miliardi per i banchi scolastici racchiude tutta l’inefficacia dell’esecutivo, come quando veniva indicata nel monopattino la garanzia della libertà di movimento.”

E infine aggiunge che il conto lo dovranno pagare i futuri governanti:

"Con questo accordo fallimentare si obbligheranno tutti i futuri governanti a fare i conti con i debiti che Conte ha caricato sulle spalle degli italiani. A danno soprattutto delle generazioni più giovani".

I debiti andranno infatti pagati e solitamente si pagano collocandoli sul mercato finanziario nella forma di titoli di Stato, su cui l’Italia dovrà pagare interessi, ma per le agenzie di rating i titoli di stato italiani sono prossimi ad essere equiparati ai “titoli spazzatura”.

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Giuseppe Conte, Unione Europea
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