22:36 03 Dicembre 2020
Economia
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Continuano per la quarta giornata straordinaria, dopo tre giorni e tre notti di lavori, i negoziati per il piano da 750 miliardi e il bilancio pluriennale Ue. Durissimo attacco di Conte al premier olandese, che mira a ridurre i sussidi, a imporre una governance sui piani di aiuto e a ottenere uno sconto sui contributi europei dell'Olanda.

Si ravvisa una crepa tra i Paesi cosiddetti frugali che hanno opposto un muro sinora impenetrabile al piano dei 22 per il rilancio dell'Europa con un fondo da 750 miliardi. Alla testa del blocco che si oppone all'introduzione di un principio mutualistico nell'Unione, il leader olandese Mark Rutte, seguito da Danimarca, Svezia e Austria a cui si è aggiunta in ultima battuta la leader finlandese Sanna Marin, siglando un'alleanza rigorista trasversale, che va dai popolari austriaci di Sebastian Kurz alla sinistra socialdemocratica europea. 

I frugali, che si sono presentati a Bruxelles mettendo al tavolo una proposta per un piano con "sovvenzioni zero", annullando la componente dei sussidi e legando il finanziamento ai prestiti, adesso sarebbero disposti a cedere per un tetto massimo di sussidi a 350 miliardi, mentre l'Italia non intende scendere sotto la soglia di 400 miliardi. Le ipotesi adesso sarebbero quella di scegliere un piano per 400 miliardi con rebates più alti o uno di 390 miliardi facendo incassare all'Olanda degli sconti minori.

Il tavolo delle trattative si aggiornerà alle 16.00, per una quarta giornata non prevista nel vertice, inizialmente programmato per venerdì e sabato, ma che prosegue, tra plenarie e incontri ridotti, ininterrottamente da quattro giorni per trovare una quadra sull'intesa, sotto la pressione di trovare un accordo il prima possibile. 

Ma proprio mentre predomina l'urgenza di chiudere i negoziati, Angela Merkel paventa la possibilità di "nessun accordo" durante il vertice. Frena anche la governatrice della BCE, Christine Lagarde, intervenuta domenica pomeriggio, secondo cui "è meglio concordare una struttura ambiziosa piuttosto che veloce". 

Il braccio di ferro dei negoziati

I negoziati sono andati avanti nella giornata di domenica tra incontri bilaterali, mini vertici preparatori alla plenaria che ha preso il via alle 19.30 con oltre tre ore di ritardo nella tabella di marcia. I frugali si sono rimasti fermi su una richiesta di un piano di 350 miliardi di sussidi, una proposta inaccettabile per gli altri 22 Paesi Ue, con Olanda, Svezia, Austria e Danimarca che chiedono rebates, ovvero i rimborsi sui contributi europei, per valori superiori a 25 miliardi di euro.

Dinnanzi a tentativi di "ridurre l'ammontare, compromettere l'efficacia, frapporre vari ostacoli operativi", viene il sospetto che "non si voglia rendere effettivo uno strumento che è nell'interesse di tutti che funzioni", afferma il premier Giuseppe Conte, che nel suo intervento utilizza contro l'olandese Rutte toni durissimi. 

"Vi state illudendo che la partita non vi riguardi o vi riguarda solo in parte. In realtà se lasciamo che il mercato unico venga distrutto tu forse sarai eroe in patria per qualche giorno, ma dopo qualche settimana sarai chiamato a rispondere pubblicamente davanti a tutti i cittadini europei per avere compromesso una adeguata ed efficace reazione europea". 

Il presidente del Consiglio europeo, Charles Michel, durante la plenaria, lancia un appello ai leader europei,

"Oggi sono stati superati 600 mila morti nel mondo, siamo davanti a una crisi senza precedenti - ricorda Michel - I 27 leader responsabili nei confronti dei popoli d'Europa sono in grado di costruire unità e fiducia nell'Europa? Oppure, attraverso uno strappo, presenteremo il volto di un'Europa debole, minata dalla sfiducia?".

Michel ha lavorato assieme alla Merkel, a Macron, alla Van Der Leyen e ai premier di Italia, Spagna, Portogallo e Grecia per una mediazione con Olanda, Austria, Svezia, Danimarca e Finlandia. A favore dell'intesa si sono susseguite le dichiarazioni di Bulgaria, Slovenia, Lettonia e Polonia, mentre il premier ungherese, Viktor Orban ha dichiarato il sostegno totale all'Italia, accusando il premier olandese di voler "creare un meccanismo per controllare la spesa dei Paesi del Sud dal Recovery Fund". Sostanzialmente è una disputa tra italiani e olandesi. Noi siamo dalla parte dell'Italia", ha precisato domenica pomeriggio, prima della plenaria. 

In tarda serata alcune fonti riportate da Rainews, hanno parlato di un avvicinamento di Svezia e Danimarca verso la proposta di mediazione di Michel, mentre Austria e Olanda rimarrebbero inamovibili. Tuttavia anche la Finlandia mira a una riduzione del piano di finanziamenti. 

"L'obiettivo principale della Finlandia è quello di contenere la quota di sovvenzioni - ha detto la premier finlandese Sanna Marin a margine del vertice Ue a una tv finlandese - È abbastanza chiaro che le dimensioni del Recovery Fund devono scendere".

Posto che venga risolta la questione delle dimensioni del piano di finanziamenti, resta quella della governance e delle condizioni sullo stato di diritto a cui si vorrebbero vincolare alcune poste di bilancio Ue. 

"Voi avete dubbi perché le risorse finanziare di chi ragioniamo oggi vi sembrano tante. In realtà è il minimo indispensabile per una reazione minimamente adeguata; se tardiamo la reazione dovremo calcolare il doppio o forse anche di più", ha detto Conte a tarda notte. 

Tags:
Mark Rutte, Charles Michel, Giuseppe Conte, consiglio dell'Ue, UE
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