02:30 25 Ottobre 2020
Economia
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Le ultime anticipazioni Istat sull'export dell’industria alimentare fotografano un settore dove i numeri resistono, ma la minaccia di nuovi dazi sulle esportazioni negli Usa rimane una realtà specialmente per il settore agroalimentare.

Le esportazioni di settore ad aprile 2020 registrano un +7,2% sul primo quadrimestre mostrando un vantaggio anche se al di sotto del 9,2% del primo trimestre, che andrà via via assottigliandosi sotto l'effetto della pandemia, ma che racconta le potenzialità del settore. 

Interessante notare l'exploit degli USA che con il +10% crescono come mercato di destinazione dell'export più di Germania (+9%) e Francia (+8,5%).

"Uno sbocco di primaria importanza, da sempre fra i primi per l'export del nostro Made in Italy [...] Un mercato indispensabile su cui però tornano ad affacciarsi le ombre dei dazi trumpiani" ha commentato Luigi Scordamaglia, consigliere delegato di Filiera Italia.

Usa minaccia nuovo aumento dazi: in pericolo il settore agroalimentare

Il governo statunitense minaccia infatti una revisione dei dazi a carosello e ancora una volta nel mirino, insieme a Spagna, Germania e Francia è presente l'Italia con le sue eccellenze. E' in corso la consultazione pubblica che avrà il compito di decidere anche del destino delle nostre esportazioni. 

"Si torna a parlare di balzelli fra il 25% e il 100% su una nuova lista di prodotti che raggiungerebbe potenzialmente un valore complessivo, secondo una recente stima Ice, di 4,7 miliardi di dollari. Nel mirino olio di oliva, pasta, caffè  e formaggi" prosegue Scordamaglia, affermando che l’agroalimentare risulterebbe il settore più colpito da questi nuovi dazi.

Calo esportazioni accompagnato da meno consumi interni: necessario intervento del Governo

Questo scenario assume contorni complessi se pensiamo che a un inevitabile calo delle esportazioni si somma una contrazione preoccupante dei consumi interni. "Siamo un passo oltre il food social gap. Per la prima volta i consumi alimentari scendono, le persone non solo comprano prodotti di minor valore, economico e nutrizionale, ma comprano meno" conclude Scordamaglia.

Il prossimo passo di Filiera Italia è un appello al Governo: "Ora si punti tutto su una unica priorità: ridurre il cuneo fiscale per far trovare più soldi nella busta paga netta dei lavoratori, il rischio è un paese che non riparte".

A giugno Filiera Italia aveva già lanciato un allarme sul calo dei consumi nell'agroalimentare italiano a causa della mancata presenza di turisti. Il crollo dei prodotti Made in Italy del settore gastronomico è stato stimato a circa 8 miliardi di euro.

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