02:03 25 Ottobre 2020
Economia
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Nelle prossime due settimane le imprese dovranno fronteggiare quasi 250 adempimenti fiscali, cui il governo non ha concesso proroga a settembre. Ma non tutti hanno la possibilità di accedere ai canali di credito per poter pagare le imposte.

Le scadenze fiscali possono essere l'"innesco" che attiva la spirale dell'usura per tutte quelle aziende a corto di liquidità e senza la possibilità di accedere a finanziamenti di banche e altri istituti di credito, costretti a rivolgersi alle organizzazioni criminali per ottenere la liquidità di cui hanno di bisogno. A lanciare l'allarme è la Cgia Mestre, che ha diffuso i dati delle imprese a rischio.

Sono quasi 240 mila le piccole e medie imprese con esposizioni bancarie deteriorate, a cui è precluso l'accesso ai normali canali di credito.  Si tratta di aziende e partite Iva schedate come insolventi dalla Centrale dei Rischi della Banca d’Italia e che quindi non possono chiedere prestiti a banche e istituti di credito. Questa condizione non consente di avvalersi degli strumenti predisposti dal Decreto Liquidità. 

A seguito dello slittamento delle scadenze, avvenuto nei mesi scorsi a causa del Covid, e della mancata concessione di una proroga a settembre, dal 16 al 31 luglio le imprese si trovano davanti a un vero e proprio ingorgo fiscale.

Sono ben 246 le scadenze tributarie (Irpef, Irap, Ires, Iva, ritenute e contributi Inps) che le aziende sono chiamate chiamate a rispettare. Di queste, il 93,5 per cento riguarda versamenti.

“Non potendo ricorrere a nessun intermediario finanziario – dichiara il coordinatore dell’Ufficio studi della CGIA Paolo Zabeo – queste Pmi, strutturalmente a corto di liquidità e in grosse difficoltà finanziarie, in questo periodo di carenza di credito rischiano molto più delle altre di scivolare tra le braccia degli strozzini. Riteniamo che per evitare tutto questo sia necessario incentivare il ricorso al “Fondo per la prevenzione” dell’usura. Uno strumento, quest’ultimo, presente da decenni, ma poco utilizzato, anche perché sconosciuto ai più e, conseguentemente, con scarse risorse economiche a disposizione”.
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Agenzia delle Entrate, fisco, Italia
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