02:43 26 Ottobre 2020
Economia
URL abbreviato
4114
Seguici su

Dopo la prima giornata di vertice fra i 27, rimangono le divergenze che oppongono i paesi del Sud, l'asse Italia - Francia-Spagna, ai frugali che mirano a imporre condizionalità ai finanziamenti europei.

"Ci sono delle divergenze che non siamo riusciti a superare", dice il premier Conte ai giornalismi alla fine del primo round del match europeo per il  Next Generation Eu, il piano di aiuti da 750 miliardi per i Paesi colpiti dal nuovo coronavirus e per rilanciare lo spazio europeo.

Il primo ministro olandese Mark Rutte
© AP Photo / Francois Walschaerts
L'asse Italia-Francia-Spagna non è riuscito nell'impresa di far crollare il muro opposto dai Paesi "frugali", e i colloqui della prima giornata del vertice dei 27 si sono arenati su due scogli: la governance sugli investimenti finanziati dai fondi, che il premier olandese Mark Rutte vuole assegnare al Consiglio Ue, e l'entità del somma finanziata e la sua composizione, che il leader austriaco Sebastian Kurz vorrebbe ridotta e con un peso maggiore sui prestiti. 

Le condizioni dell'Olanda

La richiesta dell'Olanda di sottoporre i piani di finanziamento al voto unanime del Consiglio, assegnando ai Paesi membri un potere di veto sulle decisioni di spesa pubblica dello Stato richiedente, supera la "linea rossa" degli equilibri fra i poteri europei, assegnando ai 27 un potere che per i trattati è prerogativa della Commissione Ue. 

"Su questo non si può transigere", afferma il premier italiano, la prerogativa delle funzioni di bilancio e della sua attuazione è "una funzione che i trattati riconoscono alla Commissione".

La proposta dell'Italia

In alternativa alla proposta di Rutte, l'Italia ha presentato un piano che permette il coinvolgimento del Consiglio Ue, ma senza alterare la distribuzione dei poteri in seno alle istituzioni europei prevista dai trattati, con cui si assegna alla Commissione il potere di bilancio e di decisione sulle politiche economiche. 

"Dobbiamo essere molto chiari - puntualizza - noi dobbiamo declinare un programma che favorisca la ripresa europea, soprattutto nei Paesi più colpiti e meno resilienti. Deve essere un programma che risponda a questi requisiti: adeguatezza, proporzionalità e effettività. Se manca uno di questi aspetti - sottolinea Conte - vuol dire che lo strumento non è né ben strutturato né funzionale". 

L'Italia non è disponibile ad accettare una soluzione di compromesso che alteri "non solo l'equilibrio tra le istituzioni europee" ma anche "l'ammontare per il Recovery e il bilancio interno per quanto riguarda le poste di sussidi e di prestiti", prosegue Conte.

Il compromesso di Charles Michel

Quindi neanche la controproposta al piano olandese, avanzata dal presidente del Consiglio Ue, Charles Michel, che vincola alla valutazione delle istituzioni europee i  finanziamenti sulla base dei piani di rilancio nazionale, per l'Italia "non è spendibile. 

Michel, riunito con Merkel e Van Der Leyne, ha presentato sul tavolo il "meccanismo di frenata", con cui si stabilisce una governance sull'attuazione dei piani, non sull'ok iniziale. 

Per l'effettività del piano "bisogna che sia effettivamente perseguibile questo programma. Se frapponiamo degli ostacoli operativi non serve a nessuno. Né all'Italia, né alla Francia, né alla Spagna e neanche all'Europa", spiega Conte. 

Si conclude quindi con una fumata nera la prima giornata del Consiglio Ue per decidere sul bilancio 2021-2022 e sul Next Generation Eu, il piano per la ripresa economica. 

Ma sulla possibilità di sfondare il muro dei Paesi frugali, Conte è ottimista: "nulla è incrollabile". Sabato sarà la giornata decisiva e su questo Consiglio pesano le parole di Macron, che lega alla capacità di trovare una soluzione per il rilancio il futuro dell'Unione europea. 

Conte mira ad un accordo senza veti. "L'italia - osserva - è molto ambiziosa anche perché difende una proposta della Commissione"

Tags:
Consiglio Europeo, Coronavirus, UE, Italia
RegolamentoDiscussione
Commenta via SputnikCommenta via Facebook