17:18 29 Novembre 2020
Economia
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Coronavirus: superati gli 8 milioni casi nel mondo (22 giugno - 14 luglio) (65)
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Il prezzo dell’oro è rimasto stabile durante l’epidemia di coronavirus a differenza dei prezzi di bitcoin e azioni. Di questo è convinto Dmitry Shpek, esperto tedesco dei mercati finanziari e dell’oro. Inoltre, a suo avviso, al momento anche l’argento è “particolarmente attrattivo”.

Un’oncia troy d’oro oggi costa 1.793 dollari statunitensi (circa 1.587 euro). L’esperto del mercato dell’oro Dmitry Shpek nell’intervista rilasciata a Sputnik ha fornito una sua valutazione dell’attuale situazione in cui versa il mercato di questo metallo prezioso.

“Dall’inizio dell’anno il prezzo dell’oro ha registrato un ottimo aumento e ha attraversato stabilmente la crisi di coronavirus, mentre bitcoin e azioni hanno visto un brusco calo dei prezzi”, spiega.

“Luglio sarà un buon mese per l’oro”, sostiene convinto l’esperto di metalli preziosi.

“Inoltre, per l’oro arriva un ottimo periodo determinato dalla stagionalità”, sottolinea l’esperto.

“Il periodo arriva ora, nella prima metà di luglio. Infatti, aumenta la domanda di oro come metallo destinato alla produzione di gioielli”. Ad esempio, in India, dove l’estate è da sempre la stagione dei matrimoni, o in Cina, dove nelle occasioni di festa la gente ama indossare gioielli dorati. “Questi sono fattori che influiscono positivamente sui prezzi dell’oro”.

L’esperto è specializzato in maniera particolare sulle fluttuazioni dei prezzi dell’oro in base alla stagionalità o a determinati giorni della settimana.

“Nel corso di una settimana i prezzi dell’oro possono subire fluttuazioni. Ad esempio, il prezzo registra aumenti vertiginosi il venerdì. Dunque, ha senso comprare entro il giovedì”.

Leader tra le diverse asset class

“A mio avviso, i prezzi dell’oro, a prescindere dalle manipolazioni, hanno registrato nell’ultimo periodo un calo del tutto insignificante”, ritiene l’esperto. Inoltre, grazie al suo prezzo attuale, il metallo giallo è leader tra le principali asset class. Tuttavia, il coronavirus ha provocato diversi gravi rivolgimenti economici: in primo luogo, ha inferto un duro colpo al traffico aereo tra USA ed Europa.

Relativamente alle manipolazioni sui prezzi del metallo prezioso, Shpek intende che i portatori di interesse sui mercati derivati hanno manipolato i prezzi dell’oro per decenni.

“Ci siamo trovati ad affrontare un nuovo virus che ha intaccato un sistema finanziario già debole. Non dobbiamo dimenticarci di quest’aspetto. Prima del Covid-19 stavamo già affrontando una enorme “bolla” sui mercati azionario e immobiliare. L’economia mondiale affonda nel debito. Alla luce di ciò i tassi di redditività non possono che essere bassi. Dunque, i rendimenti degli investitori, considerata l’inflazione, rimarranno bassi. In caso contrario a rimetterci sarebbero i debitori. L’oro non ha risentito di questa situazione”. E il momento attuale non fa eccezione.

Misure di salvataggio + “soldi a basso costo” = buone prospettive per il prezzo dell’oro

 

A suo avviso, al momento la situazione è tale per cui gli enormi debiti delle economie a livello globale, la crisi del coronavirus, le misure di salvataggio adottate dai governi di diversi Paesi, nonché l’eccedenza di liquidità (ossia “soldi a basso costo”) potrebbero generare “una vera e propria catastrofe nel sistema finanziario”. È di fatto probabile qualunque scenario: dalle restrizioni di accesso ai conti all’inflazione galoppante (cioè, la svalutazione del denaro). “L’oro offre protezione, molti investitori lo capiscono e comprano questo metallo prezioso”.

L’esperto prevede che governi e banche centrali in una prospettiva a breve e medio termine pomperanno nel mercato “soldi a basso costo”. Questo non farà che aumentare il volume del debito già fuori controllo finché non si verificherà un crollo generalizzato.

Le misure di salvataggio delle economie nazionali, di singoli settori e di imprese, adottate da governo e banche centrali, hanno già dato il via a un vero e proprio “rally” sui mercati dell’oro e di altri metalli preziosi. “La domanda fisica è aumentata e continua a crescere. È evidente anche dai cosiddetti ETF sull’oro (titoli sull’oro scambiati in Borsa, NdR), ossia da prodotti di investimento che possono essere acquistati e venduti dai gestori di attività finanziarie”. Tuttavia, già prima della crisi sanitaria la domanda di oro cresceva, sottolinea Shpek: “Dunque, non si può cancellare tutto per colpa del coronavirus”.

“In Europa il virus rimane in buona misura sotto controllo”, ha dichiarato riferendosi ai dati diramati da medici e virologi. “Se i circoli politici lo riterranno necessario, si conserverà questa linea politico-economica”.

In tutto il mondo hanno ripreso le attività delle società estrattive e lavoratrici di oro. In molti Paesi in via di sviluppo dove si estrae oro la situazione è diversa. Ma persino l’interruzione delle attività di estrazione e lavorazione “porterà in ultima istanza solamente a un calo dell’offerta e questo è un bene per i prezzi dell’oro”. La domanda di oro fisico, in particolare sotto forma di monete e lingotti, ha continuato a crescere perché “molti investitori capiscono che il sistema finanziario potrebbe essere sottoposto a rivolgimenti”. Pertanto hanno paura e comprano oro.

L’argento: “Probabilmente un’altra ottima alternativa”

“L’argento durante la crisi sanitaria ha registrato una tendenza assai più volatile rispetto all’oro”, spiega Shpek. “In alcuni momenti i prezzi dell’argento sono crollati anche perché si tratta di un metallo impiegato a fini industriali. Al picco il rapporto tra i due metalli è stato di 125:1, ossia un grammo d’oro costava 125 volte più caro di un grammo di argento. Oppure si può leggere anche al contrario: l’argento era estremamente conveniente. Probabilmente, l’argento subirà un altro crollo, a mio avviso è del tutto possibile. Ma è solo un’ipotesi”.

A lungo termine, però, l’argento è “probabilmente un’alternativa più attrattiva dell’oro in termini di investimenti. In particolare qualora i prezzi dell’oro subissero un’impennata come accadde alla fine degli anni ’70 e negli anni ’80. O ancora nel 2011. Secondo l’esperto, in quel caso i prezzi dell’argento comincerebbero a crescere in maniera incontrollata anche perché gli investitori si rifugerebbero proprio nell’argento”. Infatti, le riserve di argento sono molto meno importanti rispetto a quelle auree. “Dunque, per chi vuole investire a lungo termine in metalli preziosi, a mio avviso, l’argento è più interessante dell’oro”.

Un’oncia troy di argento oggi costa poco più di 18 dollari (circa 16 euro).

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