23:33 24 Ottobre 2020
Economia
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La Libia ha revocato il regime di forza maggiore in tutti i porti per le esportazioni di petrolio, ma i livelli della produzione rimarranno bassi per ragioni di natura tecnica, riferisce la National Oil Corporation libica (NOC).

“L'aumento della produzione richiederà molto tempo a causa di danni significativi a serbatoi e infrastrutture provocati dal blocco illegale imposto il 17 gennaio”, afferma la nota della compagnia libica.

La prima nave che sarà caricata di petrolio è Kriti Bastion, che partirà dal porto petrolifero di Es Sider.

In questa settimana la NOC ha pubblicato una previsione per la produzione di petrolio nel paese. Si prevede che a causa del blocco, il dato scenderà a 650 mila barili al giorno nel 2022 da 1,22 milioni di barili al giorno all'inizio di quest'anno. Inoltre, la nota della NOC ha fatto notare che le perdite dal blocco sono già ammontate a 6,5 ​​miliardi di dollari.

La produzione di petrolio si manterrà quindi su livelli inferiori al recente passato:

"NOC affronta enormi costi aggiuntivi per le riparazioni dell'infrastruttura. I costi di riparazione della rete di condotte e delle attrezzature di superficie, nonché della riparazione di pozzi, ammonteranno a miliardi di dinari", spiega la compagnia petrolifera libica.

La maggior parte dei giacimenti e porti petroliferi libici è stata chiusa da gennaio a causa del blocco delle strutture petrolifere. Nel paese prosegue lo scontro tra il Governo di Accordo Nazionale (GNA) con il primo ministro Fayez al-Sarraj e l'Esercito Nazionale Libico (LNA), guidato dal maresciallo Khalifa Haftar.

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