00:40 26 Novembre 2020
Economia
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Gli italiani hanno ricevuto in eredità dal Covid una forte paura per la propria situazione economica, questo è il risultato di un rapporto di Censis con Assogestioni sui consumi della popolazione. Il risultato è nato da continuità nelle retribuzioni e tagli nei consumi.

Secondo l'ultimo rapporto di Censis con Assogestioni "Il valore della diversità nelle scelte d'investimento prima e dopo il Covid-19", il 68% dei cittadini italiani ha paura per la propria situazione economica famigliare e vince la cautela. Di fatto, anche se le entrate del 71% dei percettori di reddito non sono state intaccate, la metà non comprerebbe titoli di Stato ed il 52% guarda con interesse a strumenti finanziari di investimento responsabile. 

L'Italia vista come penisola della paura

"Il 67,8% degli italiani ha paura per la situazione economica familiare. Una paura radicata nei territori e trasversale ai diversi gruppi sociali. La percentuale sale al 72% tra i millennial e le donne, sfiora il 75% nel Sud, supera il 76% tra gli imprenditori e arriva all’82,6% tra le persone con i redditi più bassi. Nella fase post-emergenza, la biopaura da contagio e la minaccia alla salute si saldano ai timori per le incerte prospettive economiche. La paura diventa così il principio regolatore emotivo di questa nuova stagione" si legge nel rapporto di Censis.

​Risparmi incrementati in fase di lockdown

L’epidemia del Covid-19, oltre ad aver diffuso la paura, ha generato una grande incertezza economica ed esistenziale. Il 39,7% dei risparmiatori pensa che ora serva una grande cautela, soprattutto nella gestione dei propri soldi.

"Il 38,9% degli italiani ha incrementato il proprio risparmio nel periodo del lockdown. La percentuale sale al 49,1% tra i risparmiatori abituali. Del resto, nel periodo della quarantena sono stati 28 milioni i percettori di reddito le cui entrate non sono state intaccate (pensionati, dipendenti pubblici, lavoratori del settore privato non in Cassa integrazione o congedo parentale), pari al 71,2% del totale" riferisce il rapporto Censis.

Aumentata anche la liquidità nei conti correnti italiani

Nei tre mesi più neri dell’epidemia (febbraio-aprile) è aumentata di 34,4 miliardi di euro la liquidità nei portafogli delle famiglie italiane, una cifra quasi equivalente al Mes incalza nel suo comunicato il Censis:

"Sono risorse che si aggiungono ai 121 miliardi di euro di liquidità aggiuntiva accumulata negli ultimi tre anni, prima dell’esplosione dell’epidemia (+8,4% in termini reali nel triennio): una cifra pari a nove volte le risorse del Piano Marshall destinate al nostro Paese per la ricostruzione del dopoguerra rapportate ai valori attuali" conclude il rapporto Censis.

​Secondo lo studio “Termometro Italia” realizzato dalla società di consulenza Innovation Team a fine aprile una famiglia su 5 aveva dichiarato di avere già fatto ricorso ai risparmi accantonati per poter fare fronte alle spese correnti.

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