20:08 13 Agosto 2020
Economia
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La nuova indagine condotta da Ipsos ha messo in luce i danni provocati all'economia italiana dalla pirateria informatica.

E' di oltre un miliardo di euro l'impatto della pirateria audiovisiva sul sistema economico italiano, con danni per 500 milioni al Pil del Paese e altri 200 milioni di mancati introiti per l'erario e almeno 5.900 posti di lavoro andati persi.

Lo rivela un'indagine effettuata dall'Ipsos per la Federazione per la tutela dei contenuti audiovisivi e multimediali e relativa al solo anno 2019.

Tale fenomeno ha visto una netta impennata nel corso del periodo di quarantena, con il numero dei pirati che è cresciuto di tre punti percentuali, passando dal 37% al 40% e gli atti illeciti di pirateria cresciuti da 69 milioni del bimestre medio del 2019 a 243 milioni.

Il trend, stabile rispetto all'anno precedente, si stima che abbia portato a una perdita da 591 milioni di euro netti in un anno con 96 milioni di fruizioni perse.

Il contenuto maggiormente ricercato, come è lecito aspettarsi, rimangono i film (84% dei casi), sebbene si registri un netto calo del numero degli atti (-34%). 

Seguono serie e fiction (63%) e programmi (46%), mentre si registrano in forte aumento anche gli eventi sportivi live (27%).

Nuove modalità di fruizione illegale

Stando a quanto riferito da Ipsos, il nuovo anno ha portato un cambiamento nelle modalità di fruizione illegale: pur rimanendo stabilmente al primo posto lo streaming, si è tuttavia assistito ad una brusca impennata riguardante l'accesso alle Iptv illegali, per un incidenza pari al 10%.

Si rileva inoltre un utilizzo intensivo di applicazioni di messaggistica istantanea e dei social network come piattaforme di riferimento per il reperimento di contenuti piratati.

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