12:03 24 Ottobre 2020
Economia
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Stando ai dati relativi al 2018, l'Ue ha rappresentato per il Regno Unito il maggior partner commerciale e finanziario.

Il governo Boris Johnson sta esercitando pressioni su Bruxelles affinché venga determinato con certezza se ai gruppi di investimento britannici continuerà o meno ad essere garantito l'accesso ai mercati europei. A riportarlo è l'edizione odierna del Financial Times.

Con il periodo di transizione di 11 mesi previsto dagli accordi della Brexit che si concluderà il prossimo 31 dicembre, il governo di Londra ha già iniziato a delineare l'elenco di banche e altri attori finanziari che si troveranno ad operare al di fuori dei regolamenti europei.

Proprio in questo senso, il Tesoro britannico si è impegnato ad assicurare "gli stessi standard di alto livello" dei regolamenti finanziari, in modo che gli stessi vadano a rispecchiare quelli europei preesistenti, compresi gli accordi di Basilea, qualora non ci dovesse essere accordo con Bruxelles.

Secondo analisti e giuristi citati dal Financial Times i documenti pubblicati mostrano che Londra ha intenzione di cambiare approccio in relazione ad alcuni settori, come ad esempio il fund management, dando priorità ad esempio ai rischi potenziali corsi dai clienti rispetto a quelli dei gruppi finanziari.

"Si tratta di sviluppi molto importanti, finora il Tesoro aveva dichiarato di voler cucire delle regole su misura per il mercato britannico, ma ci si aspetta che le regole siano in linea con quelle europee", ha spiegato Sean Tuffy, importante manager della City londinese

La decisione di Bruxelles riveste un ruolo prioritario per la Gran Bretagna, la cui economia dipende in maniera significativa dai movimenti relativi a servizi finanziari.

In questo senso, nel solo 2018 l'Ue ha acquistato servizi finanziari britannici per un valore complessivo superiore ai 30 miliardi di euro, pari a circa il 22% del valore totale degli export finanziari.

La Brexit

Il 31 gennaio 2020 la Gran Bretagna ha ufficialmente abbandonato l'Unione europea, entrando in un periodo di transizione che si concluderà al termine di quest'anno.

Durante tale finestra temporale, Bruxelles e Londra sono chiamate a discutere il futuro delle proprie relazioni economiche, commerciali e legali, sebbene i negoziati siano stati finora infruttuosi e l'ipotesi di un 'No Deal' sia tutt'altro che da escludere.

Alla fine di maggio l'esecutivo britannico ha confermato che la transizione non andrà oltre la data già concordata del 31 dicembre.

 

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