09:33 31 Ottobre 2020
Economia
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Domani a Villa Pamphilj sarà la volta del tavolo tra il governo ed aziende e imprese. Il presidente di Confindustria Calo Bonomi ha espresso il suo parere all’interno del suo piano per l’Italia, raccolto in un libro dal titolo "Italia 2030. Proposte per lo sviluppo".

"È mancata finora una qualunque visione sulla Fase 3, da far seguire a chiusure e riaperture. La fase cioè in cui definire sostegni immediati alla ripresa di investimenti per il futuro, riprendendo e potenziando in toto l'impianto d'Industria 4.0 e affiancandovi un grande piano Fintech 4.0", queste sono le parole del presidente di Confindustria Carlo Bonomi, stando a quanto si legge nella prefazione del piano "Italia 2030. Proposte per lo sviluppo".

Bonomi critica la mancata visione di una fase 3 per aiutare le imprese in questo momento di difficoltà, definendo un'errore quello di non aver approfittato dei due mesi di lockdown per creare sistemi di difesa e di diagnosi a contrasto del Covid-19.

"E' stato un errore non avere approfittato dei due mesi di lockdown e di emergenza sanitaria per definire una metodologia di prevenzione, basata sulla raccolta di dati ricavati da tamponi e test sierologici di massa, da convogliare con tecnologie digitali a presidi di medicina territoriale per la diagnostica precoce, così da rendere possibili eventuali restrizioni ma solo su base microgeografica" ha affermato il presidente di Confindustria.

Cassa integrazione: misura sorpassata e inefficiente

"È impensabile continuare ad accumulare nuove forme di cassa integrazione e di sostegno al reddito sommandole ai troppi ed eterogenei strumenti già esistenti. Col risultato che i fondi sono tardi e lenti nel tradursi in trasferimenti, esattamente come si sono rivelati inadeguati i tempi per il sostegno di liquidità alle imprese" afferma Bonomi anche riguardo alle affermazioni del governo sulla proroga della cassa integrazione per ulteriori 4 settimane.

Necessario pensare ad un piano fiscale per le imprese

"Prima del virus, in materia di cuneo fiscale, la zavorra per le imprese italiane rispetto a quasi ogni paese concorrente, si era intervenuti giustamente a favore dei redditi dei lavoratori. Ora occorre però pensare subito anche a ridurre la quota a carico delle imprese (riferimento al cuneo fiscale). Senza un'orizzonte pluriennale in cui assumere una decisa e coerente strategia di riordino il fisco italiano resterà sempre più barocco e distorsivo. Non è una grande idea chiedere alle imprese di indebitarsi mentre devono continuare a pagare le imposte" ha concluso il presidente di Confindustria Bonomi.

Il presidente del Consiglio Giuseppe Conte ha ribadito nel corso della terza giornata degli Stati Generali dell'Economia italiana la volontà dell'esecutivo di dare delle risposte ai rappresentanti del mondo del commercio e delle imprese.

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