16:24 27 Novembre 2020
Economia
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Coronavirus in Italia: riaprono i confini con l'Ue (130)
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Il turismo straniero nel 2020 calerà del 49%, lo riferisce uno studio di Enit, con uno straniero su 2 in grado di visitare il Paese anche se persiste il desiderio di venire in Italia. Filiera Italia lancia l'allarme sulla perdita di consumi nell'agroalimentare con un crollo stimato di circa 8 miliardi di euro.

L'estate 2020 sarà un'estate a rischio per il turismo straniero in Italia: con neanche uno straniero su due in grado di venire a visitare il paese le entrate caleranno del 49%, riferisce uno studio di Enit, Agenzia Nazionale del Turismo. Questo calo nelle presenze in Italia di turismo internazionale avrà conseguenze su molti settori, tra cui anche quello dei consumi alimentari.

"Un dato preoccupante che innesca un pericoloso effetto domino. A rischio circa 8 miliardi per l'intero settore agroalimentare" dichiara Luigi Scordamaglia, consigliere delegato di Filiera Italia. Il turismo, infatti, pesa per circa 30 miliardi di euro sui 250 del totale dei consumi alimentari, e di questi circa la metà dipende dal turismo straniero.

Tuttavia, nonostante gli impedimenti, numerosi sono i turisti italiani ancora intenzionati a visitare l'Italia. Secondo quanto affermato da Enit nel suo studio, "l'Italia non spaventa e anzi viene considerata come un Paese covid free, iper monitorato e rassicurante [...] le ricerche web sul turismo in Italia producono oltre 300milioni di visualizzazioni, un numero enorme pari all'intera popolazione europea. Le grandi città d’arte, Roma, Venezia e Milano rilevano il maggior volume di citazioni. Sentiment positivo con in testa il Duomo di Milano e la città di Pisa".

La tendenza di molte persone a cercare informazioni sul Belpaese e quindi a desiderare di visitarlo per le vacanze è confermata da fattori come l'export dei prodotti alimentari, secondo quanto riferisce Filiera Italia: "Una tendenza, quella dell’attenzione per l’Italia e i suoi prodotti, pienamente confermata dall’exploit dell’export agroalimentare che prima del covid segnava +8%, 3 punti percentuale in più rispetto al consuntivo del 2019. A servire sarebbe anche un grande piano nazionale per incentivare il turismo nazionale verso le località e le eccellenze italiane" conclude Scordamaglia.

Riapertura confini con l'Italia

Dal 3 giugno in Italia si sono aperti i confini tra le Regioni, rendendo possibile gli spostamenti da una regione e l'altra, e i viaggi da e verso l'estero all'interno dell'Unione Europea, anche se numerosi Paesi appartenenti all'area Shenghen hanno riaperto i propri confini in data 15 giugno. Alcuni Paesi come Austria e Grecia, che inizialmente si erano riserbati il diritto di non riaprire i propri confini nei confronti dell'Italia, hanno tolto le limitazioni e renderanno libero l'accesso ai turisti italiani.

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