19:14 30 Novembre 2020
Economia
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La produzione industriale italiana ad aprile ha subito una ulteriore contrazione del -19,1% e su base annua il dato è devastante: -42,5%. Male anche le esportazioni regionali, con il Mezzogiorno che resiste.

Pesanti i dati sulla produzione industriale italiana appena pubblicati dall’Istat. Ad aprile 2020 l’indice destagionalizzato della produzione industriale diminuisce del 19,1% rispetto al mese di marzo, mentre nel trimestre febbraio-aprile la produzione cala del -23,2% rispetto ai tre mesi precedenti.

In termini tendenziali la riduzione della produzione è del -42,5% su base annua, con riduzioni senza precedenti per le industrie tessili e dell’abbigliamento (-80,5%) e nella fabbricazione dei mezzi di trasporto (-74%), scrive l’Istat.

Cali inferiori si sono verificati nel settore farmaceutico (-6,7%) e nelle industrie alimentari e delle bevande (-8,1%).

Produzione industriale italiana ad aprile

L’unico settore a dare segni di ripresa già ad aprile è stato quello dell’energia del +7%, mentre tutti gli altri hanno proseguito l’andamento negativo. Le contrazioni produttive più significative si sono registrate per i beni intermedi (-24,6%), per i beni strumentali (-21,8%) e per i beni di consumo (-14%).

Esportazioni delle regioni italiane

Il primo trimestre 2020 subirà una inevitabile contrazione delle esportazioni con un media superiore alla media nazionale per il Nord-est dell’Italia (-6,8%) e per il Sud e le Isole (-5,4%), mentre sono più contenute le perdite sulle esportazioni al Centro (-3,5%) e nel Nord-ovest (-3,3%).

Se si guarda ai dati su base annua, si nota una buona resistenza delle esportazioni nel Mezzogiorno d’Italia che mantengono un dato positivo del +1,1%, mentre il Nord-est è in negativo del -2,5% e il Nord-ovest del -2,2%.

Paolo Capone, Leader UGL: “Crollo produzione industriale, a rischio patrimonio nazionale” 

“I dati Istat sul crollo della produzione industriale sono sconcertanti: -19,1% ad aprile con -42,5% su base annua. Tra i settori più colpiti dal lockdown il comparto dell’auto che fa registrare un calo del 100% e il tessile con -80,5%. Un tracollo economico che ha colpito il nostro Paese e che sta provocando la chiusura forzata di attività produttive strategiche, con effetti devastanti sulla ricchezza nazionale e sulla tenuta sociale. In tal senso, preoccupano le proiezioni del Centro Studi UGL in cui si stima oltre un milione di posti di lavoro a rischio. Urge, dunque, un immediato shock fiscale per dare ossigeno alle imprese con un programma di investimenti in grado di favorire la creazione di nuovi posti di lavoro. È necessario, inoltre, erogare subito finanziamenti a fondo perduto alle imprese. Basta con le politiche fondate sull’austerity, è inaccettabile il grave ritardo dell’Europa nello stanziamento delle somme promesse all’Italia, a dimostrazione della profonda distanza che permane tra le Istituzioni europee e i reali bisogni dei cittadini”.

Lo ha dichiarato in una nota Paolo Capone, Segretario Generale dell’UGL, in merito ai dati Istat sul calo della produzione industriale.

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Tags:
industria, ISTAT
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