05:55 24 Ottobre 2020
Economia
URL abbreviato
5315
Seguici su

I dirigenti (sono alcune centinaia) del più grande istituto tedesco di credito hanno chiesto di rinunciare al proprio stipendio mensile.

I problemi di questo istituto sono cominciati già nel 2016, l’anno scorso la banca ha annunciato tagli del personale per 18.000 persone. Il fallimento di Deutsche Bank potrebbe generare una crisi senza precedenti nell’Unione europea in quanto questo istituto di credito è il maggiore detentore di obbligazioni di Stato italiane, spagnole e di altri Paesi europei in difficoltà economica.

Contribuzioni volontarie

Per il mese di maggio i dirigenti della principale banca tedesca non percepiranno alcunché. Formalmente sono stati loro stessi a rifiutare di percepire lo stipendio per aiutare l’economia colpita dalle perdite derivanti dalla pandemia di coronavirus. In realtà, come ha spiegato agli investitori il direttore esecutivo di Deutsche Bank (DB) Christian Sewing, “questa decisione rientra nel programma avviato dalla banca per ridurre le spese”.

E nell’intervento rivolto ai collaboratori Sewing, ricordando che “si tratta di una misura da adottare su base volontaria, nello spirito di imprenditorialità e in linea con i principi di gestione aziendale”, ha chiesto ai collaboratori dipendenti di considerarsi “proprietari responsabili dell’impresa”. In altre parole, ha chiesto loro di tagliare le proprie entrate per salvare la banca dal collasso.

Nel 2016 la DB ha comunicato di aver subito perdite nette per circa 7 miliardi di euro e perdite in derivati per la cifra record di 42.000 miliardi. Come punto di riferimento per interpretare la cifra si consideri che il PIL globale della Germania si attesta a circa 3.000 miliardi di euro. Mentre il valore reale della maggior parte dei derivati accumulati dalla banca è pari a zero.

Nel 2018 il FMI ha classificato la DB come “la principale fonte di rischio tra le maggiori banche mondiali” in quando il settore finanziario tedesco svolge un ruolo cardine nell’economia globale. Ma allora la DB era implicata nello scandalo dei Panama Papers: infatti, com’è emerso, la banca aveva aiutato i clienti a evadere il fisco e a trasferire denaro offshore.

Nel 2019 la DB ha tentato di risolvere i problemi finanziari mediante la fusione con Commerzbank. Tuttavia, l’ente regolatore tedesco ha evidenziato l’inappropriatezza di tale affare che avrebbe messo in crisi anche la seconda maggiore banca del Paese.

Infine, nell’estate dello scorso anno Zewing ha annunciato una ristrutturazione di questo gigante finanziario che prevede il licenziamento di 18.000 collaboratori entro il 2022.

“Mi dispiace che per risanare la nostra banca siamo costretti a ricorrere a ingenti tagli”, ha osservato il direttore esecutivo. Ma, stando a Zewing, questo “viene fatto per garantire gli interessi a lungo termine della banca”, pertanto bisogna agire in maniera decisa.

Ad ogni modo la DB ha concluso il 2019 ancora in perdita: 5,7 miliardi di euro. Nel primo trimestre di quest’anno il segno è rimasto negativo per un totale perso di 43 milioni di euro. A partire da gennaio 2018 le azioni della DB si sono deprezzate di circa la metà: da 19,5 a 9,3 $ ad azione.

Una bomba a orologeria per l’UE

Quest’anno si prevedono tagli sulle spese di 2 miliardi di euro per arrivare a tagli complessivi di 19,5 miliardi. Tuttavia, già nel primo trimestre la DB ha speso 5,6 miliardi.

Se l’istituto continuerà su questa linea, spenderà il 15% di quanto consentito. I dirigenti stanno ricorrendo a misure straordinarie come l’invito ai collaboratori di lavorare gratuitamente.

Ma comunque la DB potrebbe essere interessata da un nuovo duro colpo. Le autorità statunitensi ritengono che la banca abbia contribuito alle speculazioni di Jeffrey Epstein, arrestato l’estate scorsa per abusi sessuali e, secondo la versione ufficiale, suicidatosi nell’istituto penitenziario federale dov’era detenuto.

È emerso che la DB non solo avrebbe concesso a Epstein numerose linee di credito, ma gli avrebbe anche aperto decine di conti intestati a nominativi di fantasia.

“Siamo dispiaciuti per esserci legati a Epstein”, ha dichiarato ai giornalisti il portavoce di DB Daniel Hunter. Tuttavia, come riporta The New York Times, il dipartimento ai servizi finanziari di New York intende già questo mese annunciare l’imposizione di gravi sanzioni contro la banca tedesca.

Molti esperti sono convinti del fatto che DB sia una bomba a orologeria che presto genererà una moltitudine di problemi all’intera economia europea. “La banca sta perdendo soldi a una velocità impressionante”, scrive nel suo blog l’analista finanziario statunitense Michael Snyder.

Secondo quest’ultimo, oggi DB sarebbe “uno zombie che zoppica finché qualcuno non lo libererà dalle sue sofferenze”. Ad ogni modo l’analista ritiene che il fallimento della principale banca europea si rivelerà per il sistema finanziario globale una catastrofe di gran lunga peggiore rispetto al crollo di Lehman Brothers del 2008.

“La Germania è un collante che tiene insieme l’UE. Se la banca principe del sistema finanziario di questo Paese viene meno, si produrrà molto velocemente un effetto domino”, sostiene. “Di conseguenza, l’Unione europea intera vivrà una fortissima crisi”.

Concorde sul punto è anche il noto investitore statunitense Jim Rogers: “Se Deutsche Bank fallisce, l’UE si sfalda perché la Germania non potrà né vorrà più sostenere l’Unione europea”.

Infatti, la DB è il maggiore detentore al mondo di obbligazioni di Stato italiane, spagnole, portoghesi e di altri Paesi europei in difficoltà economica.

Qualora la situazione finanziaria di questo istituto di credito peggiori, la banca sarà costretta a svendere questi titoli a prezzi ben poco vantaggiosi. Questo priverà i Paesi europei più poveri della possibilità di attrarre nuovi prestiti. L’esito più probabile di questo scenario è il crollo dell’eurozona prima e dell’intera Unione europea dopo.

RegolamentoDiscussione
Commenta via SputnikCommenta via Facebook