17:24 24 Settembre 2020
Economia
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Una seconda ondata epidemica provocherebbe crollo del 14% del Pil italiano e peggiorerebbe la situazione dei conti pubblici con incremento del rapporto debito/Pil sino al 170%

L'Ocse vede al ribasso le prospettive di crescita dell'Italia, che in caso di una seconda ondata di epidemia da nuovo coronavirus, soffrirebbe un crollo della produzione del 14% nel 2020. Nella migliore delle ipotesi, e cioè che si riesca a scongiurare una nuova diffusione di contagi, il Pil si ridurrebbe "solo" dell'11,3%. 

Per la ripresa, in entrambi i casi, si dovrà attendere il 2021. Nello scenario peggiore si assisterebbe a una risalita del Pil del 5,3%, altrimenti si avrebbe un incremento del 7,7%. 

Le proiezioni sul debito pubblico

In caso di doppio impatto il debito pubblico dell'Italia potrebbe subire un'impennata che lo porterebbe 169,9% del Pil, rispetto al 134,8% del 2019. Senza una seconda ondata il debito potrebbe aumentare sino al 158,3%. Nel 2021 il rapporto debito/Pil potrebbe ridursi di qualche punto, al 152,2% o al 165,5% nello scenario di seconda ondata. 

La crisi economica in Italia

Secondo l'Ocse l'epidemia di coronavirus in Italia ha rappresentato "un passo indietro" negli sforzi per una crescita "più forte ed inclusiva". L'Organismo ritiene necessaria l'adozione di "misure d'urgenza per far fronte alle ricadute economiche della e di un "ambizioso programma di riforme strutturali".  

 

Tags:
Coronavirus, PIL, OCSE, Italia
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