09:04 29 Ottobre 2020
Economia
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Per vedere la ripresa, spiegano dall'Istat, sarà necessario aspettare fino al 2021. Alcuni segnali di ripresapotrebbero però intravedersi in questo secondo semestre del 2020.

Sono davvero preoccupanti le ultime stime diffuse dall'Istat nel rapporto 'Le prospettive per l'economia italiana', riguardanti il Pil, per il quale è prevista una picchiata senza precedenti pari al -8,3% su base annua.

Per quanto riguarda i consumi, si stima che nell'anno in corso essi possano ridursi dell'8,7%, contestualmente ad un crollo degli investimenti (-12,5%) e ad un aumento della spesa nelle amministrazioni pubbliche (+1,6%).

Per vedere un primo segnale di ripresa, in seguito a questa "marcata contrazione del Pil nel 2020", sarà necessario attendere il 2021, anno nel quale viene stimato un rialzo del 4,6%%.

Ad incidere in negativo sull'economia del Belpaese, neanche a dirlo, è la crisi economica causata dal "dilagare dell'epidemia di Covid-19" e dalle misure di contenimento intraprese dal governo, per quello che viene definito uno "shock senza precedenti".

Timidi segnali di ripresa

Alcuni segnali di ripresa, purché ancora molto flebili, potrebbero però intravedersi in questo secondo semestre dell'anno in corso.

Già nel mese di maggio, sottolinea l'Istat, è stato possibile rilevare "alcuni primi segnali di ripresa in linea con il processo di riapertura", con "la ripresa delle attività di produzione e consumo" che potrebbe ripercuotersi in "un miglioramento del clima economico con un effetto positivo sul Pil che, dopo una flessione ulteriore nel secondo trimestre, è previsto in aumento nel secondo semestre dell'anno". 



 

 

 

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