22:43 26 Ottobre 2020
Economia
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Per il vice presidente della commissione europea con delega al Green Deal, lo stabilimento di Taranto potrebbe essere inserito nel programma di de-carbonizzazione per fabbricare acciaio con idrogeno.

"Vogliamo investire lì perché c'è un problema con l'acciaio e il carbone. Se saremo capaci di costruire l'acciaio europeo con l'idrogeno, anche a Taranto avremo l'acciaio verde e saremo competitivi", lo ha affermato in un'intervista al Corriere della Sera, l'ex ministro olandese Frans Timmermans, che oggi in Europa ricopre l'incarico di vicepresidente della Commissione con delega al Green Deal. 

"Pensate a una Taranto in cui non ci sia più la sfida per la salute e l’aria sia pulita: ci vogliono investimenti enormi, ma l’acciaio fatto con l’idrogeno è possibile", afferma Timmermans. 

Taranto potrebbe quindi ripartire con investimenti per la riconversione verde, abbandonando il carbone e lavorando su linee di produzione a idrogeno. 

L'Europa vuole investire sulla conversione puntando sul Just transition fund, un fondo passato da 7,5 a 40 miliardi di euro per offrire "la possibilità di rinunciare al carbone, trasformando le industrie che ne dipendono troppo". La prospettiva è quella di trasformare l'ex Ilva in un polo dell'acciaio pulito. 

Presentato il piano industriale

Allo scadere dei tempi per la presentazione del piano industriale, portato sul tavolo del governo con dieci giorni di proroga rispetto ai termini concordati, ArcelorMittal ha presentato venerdì 5 giugno un "corposo documento" considerato "deludente". Il piano prevede 3.300 esuberi nella fase transitoria sino al 2023, non previsti dal contratto firmato tra società e governo nel settembre 2018. Inoltre l'azienda chiede 200 milioni a fondo perduto a titolo di indennizzo Covid e un prestito di 600 milioni con garanzia Sace. 

"Se Mittal ha deciso di andarsene e se ne andasse e… la finiamo qui” ha detto il ministro dello Sviluppo Economico, Stefano Patuanelli, convocando per martedì 9 giugno un tavolo con le parti sociali. 

I sindacati, già sul piede di guerra dopo l'incontro dello scorso 25 maggio e il rifiuto dell'azienda di aprire i cancelli ai commissari per l'ispezione dello stabilimento di Taranto, prevista dal prefetto per lo scorso lunedì primo giugno, ritengono inaccettabile il piano presentato dall'azienda. 

"È inaccettabile qualunque soluzione che smentisca l’accordo che abbiamo fatto che prevedeva zero esuberi. Riteniamo che questo piano sarà giudicato irricevibile anche dal Governo tanto più che adesso lo Stato entrerebbe nella proprietà", ha dichiarato Anna Re David, segretario generale Fiom, in una nota del sindacato..

 

 

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UE, Ilva, Italia
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