07:54 26 Settembre 2020
Economia
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Coronavirus in Italia: voglia di normalità (20 maggio - 11 giugno) (168)
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L'indennità non è uguale per tutti gli autonomi e possessori di partite Iva, c'è differenza per categoria di appartenenza e per i mesi di spettanza. Ecco come funziona in sintesi.

I decreti legge non crearono le indennità e i bonus tutti uguali. Autonomi e partite Iva ne sono usciti anche non poco confusi dalla selva di carta da compilare e leggere, con conseguenti mal di testa che delle volte hanno fatto alzare bandiera bianca agli aventi diritto.

C’è, ad esempio, differenza tra l’indennità di marzo e aprile con il bonus di maggio. Proviamo a capirci qualcosa di più.

Le indennità marzo e aprile per autonomi e partite Iva

C’è differenza tra chi ha una partita Iva al 23 febbraio 2020 ed è iscritto alla gestione separata, e chi invece è iscritto a una cassa previdenziale.

I primi hanno ricevuto l’incentivo di marzo e aprile solo se iscritti alla gestione separata entro 30 giorni dal giorno di apertura della partita Iva.

I commercianti, agricoltori e artigiani hanno ricevuto l’indennizzo se iscritti alle rispettive casse previdenziali Inps.

Il bonus di maggio gestione separata

Infine arrivò il decreto legge Rilancio a sancire il prolungamento degli indennizzi anche per il mese di maggio.

In questo caso i parametri furono cambiati. I possessori di partita Iva iscritti alla gestione separata devono avere una partita Iva attiva al 19 maggio. Inoltre, possono richiedere l’incentivo, solo coloro i quali hanno ricevuto una riduzione del 33% del reddito nel secondo bimestre del 2020 rispetto allo stesso periodo del 2019. La perdita deve essere documentata secondo il principio di cassa, ovviamente non evitando di fatturare per rientrare nei parametri.

Per i commercianti e gli artigiani e coltivatori invece?

Commercianti e artigiani e coltivatori diretti, a copertura del mese di maggio, possono accedere al beneficio economico se i compensi dell’ultimo periodo di imposta non supera i 5 milioni di euro.

Inoltre il calo di fatturato ad aprile 2020 deve essere stato pari ai due terzi rispetto ad aprile 2020, tuttavia, se si possiede partita Iva solo da gennaio 2020 quest’ultimo requisito inevitabilmente decade.

In questo caso il beneficio economico è stato calcolato diversamente, ed è pari al 20% dei ricavi persi per chi non supera i 400mila euro di fatturato nel 2019, del 15% se il fatturato era superiore a 400mila euro. Infine del 10% per fatturati superiori a un milione di euro.

 

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