21:34 31 Ottobre 2020
Economia
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Il presidente degli industriali punta il dito contro la "politica dei dividenti elettorali" che sottrae risorse a investimenti, sanità, senza creare occupazione.

Sono un milione di posti di lavoro a rischio, quando ad agosto si sbloccherà la moratoria sui licenziamenti imposta con Dpcm durante l'emergenza sanitaria. Lo ha ribadito in un'intervista al quotidiano La Repubblica, il presidente di Confindustria, Carlo Bonomi. "Questa politica rischia di fare più danni del Covid-19", questo il suo commento. 

"La narrazione secondo cui una volta passata la pandemia tutto tornerà come prima - osserva Bonomi - è una falsità bella e buona". La "realtà è un'altra" e "gli imprenditori sono fortemente preoccupati", poiché in autunno ci sarà la resa dei conti. "Molte imprese non riapriranno, altre dovranno ridimensionarsi. Non sappiamo cosa succederà domani, che ne sarà delle commesse, degli ordini, dei fornitori", prosegue. 

In questa situazione, gli annunci sulla perdita di un milione di posti di lavoro, non devono sorprendere.

"Ho detto quel che sanno tutti coloro che ogni mattina vanno in azienda a lavorare. - ribatte il leader degli industriali - Il governo ha bloccato i licenziamenti fino ad agosto. Ma il lavoro, i posti di lavoro, non si gestiscono e non si creano per decreto. Serve una strategia, una visione, un'idea di quale Paese vogliamo costruire. Bisogna smetterla di guardare esclusivamente al dividendo elettorale". 

Bonomi si trova d'accordo con il governatore della Banca d'Italia, Ignazio Visco. "Bisogna puntare sulla crescita: sono venticinque anni che il nostro Paese perde produttività, allontanandosi sempre più dai concorrenti. E la crescita dipende anche da dove si allocano le risorse: da decenni si aumenta la spesa corrente (il dividendo elettorale) a scapito degli investimenti nelle infrastrutture, nella sanità, nell'innovazione e nella ricerca, nelle politiche per la sostenibilità ambientale e sociale, nelle politiche attive per il lavoro anziché annegarle nel reddito di cittadinanza o nei navigator".

"A proposito, qualcuno sa dove sono andati a finire? Non si fa così, è uno spreco di risorse inaccetabile", conclude.

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Coronavirus, Confindustria, Italia
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