09:09 04 Luglio 2020
Economia
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E' il più grave crollo del Pil dalla crisi finanziaria del 2008-9 e il secondo dalla riunificazione del Paese. Aumento della spesa pubblica ed edilizia evitano il collasso economico.

Il Pil tedesco si contrae sotto l'effetto della crisi sanitaria da coronavirus e dalla conseguente riduzione della domanda di consumi. Per i primi tre mesi del 2020 la produzione ha subito una flessione pari a 2,2% rispetto all'ultimo trimestre 2019, secondo quanto informato dall'Ufficio federale di statistica (Stba), confermando i dati preliminari diffusi lunedì 18 maggio.

Su base annuale la variazione negativa del Pil si attesta al 2,3% rispetto allo stesso periodo del 2019. La flessione del primo periodo del 2020 è in linea con la tendenza al declino della produzione dell'ultimo trimestre 2019, e conferma l'ingresso della Germania in recessione tecnica. 

A incidere sulla diminuzione del volume dei consumi delle famiglie, pari a -1,6%, ma la Germania sconta anche una forte sofferenza dell'industria automobilistica, precedente all'esplosione della pandemia. Per il momento l'economia tedesca ha evitato il collasso grazie all'aumento della spesa pubblica e la crescita degli investimenti nel settore edilizio

Ma il peggio potrebbe ancora arrivare. L'ufficio di statistica avvisa che nel secondo trimestre la crisi sanitaria potrebbe avere un impatto maggiore sull'economia, con la conseguente contrazione della produzione sino al 10% del Pil. Quello registrato oggi, è il peggior crollo della produzione dalla crisi finanziaria del 2008-9 e il secondo dall'unificazione tedesca.

 

 

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PIL, Economia, Germania
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