10:49 21 Ottobre 2020
Economia
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L'associazione dei consumatori lancia l'allarme su un aumento indiscriminato dei prezzi, sul contributo obbligatorio di solidarietà alla vendita dei kit igienici nei saloni di bellezza.

Dal 18 maggio negozi, bar, ristoranti, saloni di bellezza, centri estetici hanno potuto finalmente riaprire dopo oltre due mesi di chiusura, con enormi difficoltà economiche dovute sia alla mancata fatturazione sia ai costi dell'adeguamento alle nuove misure di sicurezza. Costi che si riflettono su un aumento generale dei prezzi di beni al consumo e servizi. 

L'entusiasmo dei clienti per le riaperture nella fase 2, dopo la lunga chiusura di tutti gli esercizi commerciali, è stato smorzato dagli aumenti dei prezzi, concordati fra gli esercenti o caricati di costi aggiuntivi non sempre espliciti. Come la tassa covid, un "contributo solidale" obbligatorio comparso sullo scontrino di centri estetici e parrucchieri. Questa le denuncia dei consumatori giunte a Codacons. 

"Numerosi consumatori hanno denunciato al Codacons un sovraprezzo, mediamente dai 2 ai 4 euro, applicato in particolare da parrucchieri e centri estetici ai propri clienti -afferma il presidente Carlo Rienzi- Un balzello inserito in scontrino con la voce ‘Covid’ e che sarebbe imposto come contributo obbligatorio per sostenere le spese degli esercenti per sanificazione e messa in sicurezza dei locali".

​"Ma non solo. Abbiamo anche registrato casi di centri estetici che obbligano i clienti ad acquistare in loco un kit monouso costituito da kimono e ciabattine, alla modica cifra di 10 euro. – aggiunge Rienzi – Chi non versa tale "tassa" e non acquista il kit, non può sottoporsi ai trattamenti, sempre per le esigenze legate al Covid".

Un vero e proprio "far west illegale" denuncia Codacons, annunciando una denuncia per truffa alla Guardia di Finanza e all’Antitrust  "fornendo tutte le segnalazioni ricevute al riguardo, affinché si avviino le dovute indagini sul territorio".

Nei giorni scorsi l'associazione dei consumatori, aveva denunciato l'ingiustificato aumento dei prezzi con rincari dal 20% sino al 60% rispetto al periodo pre-covid, sempre nel settore dell'estetica e della cura del corpo. La città maggiormente colpita da questo fenomeno è Milano. 

I rincari nei bar

Le denunce contro i rincari nei bar e ristoranti sono giunti a Codacons all'indomani della riapertura. Caffè salato a Genova, Roma e Firenze, dove un caffè arriva a costare 1,70 euro, mentre a Vicenza si sarebbe formato un vero e proprio "cartello" dell'espresso per stabilire il prezzo della tazzina a 1,30 euro e del cappuccino a 1,80 euro. 

“E’ un vero e proprio scandalo che commercianti ed esercenti scarichino i mancati guadagni e i maggiori costi legati al coronavirus sui consumatori finali – afferma il presidente Carlo Rienzi – Siamo pronti a denunciare in Procura qualsiasi speculazione sui prezzi a danno dei cittadini, ed invitiamo gli italiani a segnalare al Codacons rincari dei listini registrati prezzo bar, ristoranti, parrucchieri ed esercizi vari”.

Poco prima della riapertura, l'associazione dei consumatori aveva messo in guardia circa una possibile stangata dei prezzi nel "post-lockdown", dal valore 536 euro. 

 

 

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Codacons, Coronavirus, Italia
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