11:18 13 Luglio 2020
Economia
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Il settore alimentare cresce in controtendenza con la produzione industriale, che a marzo segna un crollo del 25,5% rispetto allo stesso periodo dell'anno precedente. Lo rivela Coldiretti.

Il fatturato dell'industria alimentare cresce del 3,1% in controtendenza rispetto all'intero settore industriale che nel mese di marzo ha perso il 25,2% rispetto allo stesso periodo dell'anno precedente. E' quanto emerge dai dati rilasciati da Istat sulla produzione industriale.

Il settore alimentare, così come quello agricolo, non è stato fermato dal lockdown, ma ha continuato il ciclo produttivo per garantire le forniture di cibo e bevande alla popolazione. Penalizzato dalla chiusura totale degli esercizi di ristorazione - bar, ristoranti, pasticcerie, mense - a spingere il settore è stato l'export, sottolinea Coldiretti, con l'aumento del commercio con l'estero che ha portato a un incremento delle esportazioni del 13,5%. 

"E’ però importante che – sottolinea la Coldiretti – i buoni risultati a livello industriale si trasferiscano alla produzione agricola dove per alcuni prodotti si propongono quotazioni inferiori ai costi di produzione, dal latte alla carne di maiale".

Per Coldiretti risulta particolarmente importante la riapertura del settore ristorativo, che ha riporta una perdita di 1,5 miliardi di euro al mese. La spesa degli italiani per i pasti fuori casa rappresenta infatti il 35% del totale del consumo alimentare nazionale. 

"Il lungo periodo di lockdown – precisa la Coldiretti – sta facendo soffrire molte imprese dell’agroalimentare Made in Italy, dal vino alla birra, dalla carne al pesce, dalla frutta alla verdura ma anche su salumi e formaggi di alta qualità che trovano nel consumo fuori casa un importante mercato di sbocco".
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Coldiretti, Italia
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