09:43 05 Giugno 2020
Economia
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A sostenerlo è il Prefetto della Segreteria per l'Economia, padre Juan Antonio Guerrero Alves, tuttavia convinto che "abbiamo davanti anni difficili" per gli effetti della pandemia di coronavirus.

In un'intervista al portale di notizie Vatican News il Prefetto della Segreteria per l'Economia della Santa Sede padre Juan Antonio Guerrero Alves ha espresso il suo punto di vista sulla condizione finanziario-economica del Vaticano sullo sfondo della pandemia di coronavirus.

Ha escluso lo scenario di default ammettendo tuttavia anni difficili in futuro, evidenziando che il Vaticano "non è un'azienda e non tutto può essere misurato come deficit."

Ha affermato che il Vaticano vive "grazie all'aiuto dei fedeli" e paga al Fisco italiano ogni anno 17 milioni di euro di tasse.

"Lavoriamo per un sistema trasparente e per la centralizzazione degli investimenti," ha aggiunto.

Anche il Vaticano non è stato risparmiato dalle conseguenze socio-economiche nefaste della pandemia di coronavirus, che ha provocato un brusco calo delle entrate, soprattutto per la chiusura dei Musei Vaticani, che da sempre rappresentano un importante gettito in entrata per lo Stato pontificio.

"Abbiamo fatto alcune proiezioni, alcune stime. Le più ottimistiche calcolano una diminuzione delle entrate intorno al 25%. Le più pessimistiche intorno al 45%, ha dichiarato il Prefetto della Segreteria per l'Economia del Vaticano. 

Ha allo stesso tempo sottolineato che nonostante la crisi saranno tutelati i lavoratori e le persone più deboli.

"Ci sono tre cose che non sono in discussione, nemmeno in questo tempo di crisi: la retribuzione dei lavoratori, gli aiuti alle persone in difficoltà e il sostegno alle Chiese bisognose. Nessun taglio riguarderà chi è più vulnerabile". 

Ricordiamo che a partire dal 18 maggio in Italia riaprono le chiese: potranno essere di nuovo celebrate le messe con la partecipazione dei fedeli. Sarà possibile grazie alla firma della Cei del protocollo di sicurezza con il governo. 

Prima ancora i vescovi avevano espresso il proprio disappunto per la mancata riapertura delle chiese con l'avvio della Fase 2, avvenuto lo scorso 4 maggio.

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Finanze, Default, Economia, Società, Vaticano
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