17:33 08 Agosto 2020
Economia
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La Corte costituzionale tedesca la scorsa settimana ha emesso una sentenza storica in materia di difesa della propria autonomia di politica economica, ponendosi in contrapposizione con le decisioni della BCE. Il noto miliardario George Soros ha espresso timori sul fatto che questa tenzone possa portare alla fine della UE per come la conosciamo.

La Corte Costituzionale tedesca la settimana scorsa ha respinto il programma di acquisto di titoli di Stato pubblici da parte della Banca Centrale Europea (BCE), il cosiddetto ‘Quantitative Easing’, sostenendo che la BCE abbia ecceduto il suo mandato e ha minacciato di bloccare nuovi acquisti di obbligazioni tedesche da parte della stessa.

Il finanziere e speculatore George Soros, nel corso di una lunga intervista concessa all’Independent, ha predetto che questa resa dei conti istituzionale potrebbe portare alla fine della UE per come la conosciamo.

"Sono particolarmente preoccupato per la sopravvivenza dell'UE perché è un'unione incompleta", ha detto Soros spiegando come il processo stesso di creazione dell’Unione non sia mai stato realmente completato e tutto ciò renderebbe l’Europa “eccezionalmente vulnerabile - più vulnerabile degli Stati Uniti non solo perché è un'unione incompleta, ma anche perché si basa sullo stato di diritto. E le ruote della giustizia si muovono molto lentamente, mentre minacce come il virus Covid-19 si muovono molto velocemente".

L'ultimatum della Corte costituzionale tedesca

L'investitore di 89 anni ha espresso grave preoccupazione per la decisione della Corte costituzionale tedesca, che la scorsa settimana ha contestato il programma di acquisto di massa del debito tedesco da parte della Banca Centrale Europea e ha dato a questa un ultimatum di tre mesi per giustificare la proporzionalità dei suoi acquisti di obbligazioni o rischiare di perdere la Bundesbank come partecipante.

La Commissione europea in risposta ha minacciato di fare causa alla Germania, sebbene lunedì funzionari dell'UE abbiano dichiarato che è improbabile un'azione legale immediata contro Berlino.

"La sentenza rappresenta una minaccia che potrebbe distruggere l'Unione europea come istituzione basata sullo Stato di diritto, proprio perché è stata pronunciata dalla Corte costituzionale tedesca, che è l'istituzione più rispettata in Germania", ha detto Soros avvertendo che l’episodio potrebbe costituire un precedente per altri Stati membri della UE, come Polonia e Ungheria (già scontratesi con Bruxelles su questioni di stato di diritto) per mettere in discussione la legalità delle decisioni della Corte di giustizia europea.

"Se il verdetto del tribunale tedesco impedisce all'UE di resistere a questi sviluppi, sarà la fine dell'UE come la conosciamo", ha concluso.

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