09:03 29 Maggio 2020
Economia
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Coronavirus in Italia, contagi in calo: inizia la fase 2 (2 - 10 maggio) (123)
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Il presidente designato di Confindustria chiede che il governo metta in campo misure effettive ed efficaci per il sostegno alle aziende, che sinora "hanno assunto da sole la responsabilità della riapertura".

Per Carlo Bonomi, presidente designato di Confindustria, gli interventi a pioggia non servono e finora le misura messe in campo non hanno sortito effetti. Così Bonomi è intervenuto ieri sera a Piazza Pulita, il programma su La7, bocciando sostanzialmente i provvedimenti del governo a sostegno di famiglie e lavoratori, come reddito di emergenza o cittadinanza, e chiedendo misure di investimento per le imprese. 

Per il presidente di Confindustria le politiche anticrisi devono essere centrate sulle aziende e sul sostegno all'attività produttiva, e precisamente Bonomi chiede: 

  1. il taglio dell'Irap;
  2. il pagamento dei debiti delle P.A alle imprese; 
  3. di sbloccare i fondi per le opere pubbliche. 
In particolare "abbiamo chiesto espressamente un taglio dell'Irap. Abbiamo chiesto qualcosa di urgente, di immediato, perché fare una miriade di interventi a pioggia non serve", spiega Bonomi. Un taglio da 9 miliardi di euro che si può effettuare sugli acconti di giugno in modo "semplice, automatico, lo Stato non deve fare nulla". "Una semplificazione", sottolinea Bonomi.

Delusione per la fase 2

 La fase 2 è partita "male, molto male, ma lo sapevamo. - prosegue il leader degli industriali - Purtroppo da cinque settimane chiedevamo un metodo per la fase due, ma non ci hanno ascoltato. Oggi lo abbiamo affrontato così: il 4 maggio abbiamo riaperto assumendoci tutte le responsabilità perché viviamo la disperazione di quegli imprenditori, grandi e piccoli, e viviamo l'angoscia con i nostri collaboratori all'interno delle imprese".

Sui finanziamenti stanziati dal governo "siamo molto delusi perché le risorse sono state messe, 55 miliardi, ma non arrivano gli effetti", evidenzia Bonomi.

"Il governo -sottolinea- deve essere arbitro in un rapporto di relazioni industriali, quando pensa di diventare anche giocatore allora c'è qualcosa che non funziona". Il riferimento è alla "capitalizzazione delle imprese che non è quella però proposta dal governo". "Il nuovo diritto permette una serie di tecnicismi, uno per tutti, si permette l'entrata nei capitali delle aziende lasciando però la gestione operativa agli imprenditori". Lo Stato può "bloccare la distribuzione di utili, bloccare i superstipendi, però la gestione deve rimanere in capo agli imprenditori. Ognuno faccia il suo mestiere", conclude.

Patrimoniale

Parere negativo di Confindustria all'ipotesi patrimoniale. 

"Se la strada è la patrimoniale è come chiudere veramente il Paese, perché quel poco di fiducia che ha il sistema economico verrebbe meno. Dobbiamo avere l'ossessione della crescita". 

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Coronavirus in Italia, contagi in calo: inizia la fase 2 (2 - 10 maggio) (123)
Tags:
Confindustria, Italia
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