03:01 31 Maggio 2020
Economia
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La sentenza della Corte Costituzionale tedesca non condizionerà l'operato della Bce, che proseguirà in maniera immutata "facendo tutto ciò che è necessario". Lo ha detto Christine Lagarde.

"La Banca Centrale Europea è un'istituzione indipendente. Rendiamo conto al Parlamento Europeo e siamo soggetti alla giurisdizione della Corte di giustizia europea", ha scandito la presidente della Bce, Christine Lagarde, durante un webminar su Bloomberg.

La Bce "proseguirà indisturbata" anche dopo la sentenza della Corte Costituzionale tedesca e "farà tutto il necessario", ha ricordato la presidente mutuando il celebre "whatever it takes" del suo predecessore Mario Draghi, per portare a compimento il proprio mandato. 

"Per esempio - ha spiegato - sappiamo tutti che stiamo attraversando circostanze eccezionali, l'eurozona fronteggia shock senza precedenti e in questo caso devi chiaramente andare oltre gli strumenti convenzionali. Gli interventi vanno disegnati con appropriate deviazioni e margini di manovra, lo stiamo facendo e continueremo a farlo".

La Bce continuerà a fare "qualsiasi cosa debba essere fatta per centrare il nostro mandato", ha ribadito la Lagarde:

La "calibrazione e proporzionalità delle nostre misure - ha puntualizzato la Lagarde rispondendo alle accuse della corte tedesca di non rispettare il criterio di proporzionalità- saranno dettate dalla circostanze, che sono eccezionali. Continueremo così".

La richiesta della Corte tedesca alla BCE

La Corte costituzionale tedesca ha “salvato” i programmi QE della Bce e affermato il principio di legalità dei programmi, allo stesso tempo ha chiesto alla Banca centrale europea di precisare e di dimostrare con argomentazioni e “in una forma comprensibile” che le misure di politica economica adottate non hanno effetti economici e fiscali non proporzionati, come invece ritengono alcuni economisti tedeschi.

La Corte ha dato tre mesi alla BCE per fornire tali chiarimenti, superati i quali la Bundesbank, la Banca centrale tedesca, potrebbe non partecipare più ai lavori di implementazione e esecuzione del programma PSPP (Public Sector Purchase Programme) attivo dal 9 marzo del 2015 per l’acquisto di titoli emessi dai governi, da agenzie pubbliche e istituzioni internazionali collocate nell’area dell’euro.

Tags:
Germania, BCE, UE
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