10:12 29 Maggio 2020
Economia
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Coronavirus in Italia, contagi in calo: inizia la fase 2 (2 - 10 maggio) (123)
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Filiera italia lancia l'allarme sulla fine dell'effetto delle scorte alimentari nel Paese: calano i consumi, concentrandosi più su alcune tipologie di cibi, e si intensifica il food social gap, ossia il divario fra coloro che possono permettersi cibi più pregiati e quelli che devono orientare la propria spesa verso il ribasso.

I dati sui consumi alimentari di marzo diffusi oggi dall’Istat mantengo un segno positivo, +3,5%, ma comunque in calo rispetto a febbraio, quando segnavano +8% rispetto all’anno precedente, lo riferisce anche Filiera italia in un comunicato stampa sul

"L’effetto scorte si sta esaurendo con l’attenuarsi dell’emergenza e le vendite interne tornano a soffrire" commenta Luigi Scordamaglia, consigliere delegato di Filiera Italia.

La tendenza di acquistare per fare dispensa, generata dal timore dell’epidemia di coronavirus, ha colpito il nostro Paese nella fase acuta ed ha avuto un esito diretto nella composizione del carrello della spesa degli italiani: l’exploit di farina e lievito lo confermano, insieme alla crescente richiesta di prodotti a lunga conservazione (latte UHT, carne e pesce in scatola).

"Leggendo però attentamente la composizione dei consumi delle ultimissime settimane si comincia a intravedere l’inasprimento di un fenomeno purtroppo noto, il food social gap, si allarga cioè il divario fra chi può permettersi cibo di qualità e chi invece deve orientare le proprie scelte al ribasso, per prezzo e qualità" continua Scordamaglia.

Filiera Italia ha osservato come, verso fine aprile, la richiesta di alcuni prodotti sia aumentata, come per esempio le uova sono cresciute del +47% a discapito di altri prodotti più pregiati e il consumo del pesce è in caduta libera, o variata come ad esempio il consumo di carne, che aumenta in quantità ma si concentra principalmente su macinati e tagli meno costosi.

L'ultimo rapporto Istat sul commercio riferito al mese di marzo 2020 fa emergere un quadro estremamente critico per il commercio in Italia, con le misure di contenimento del Covid-19 che hanno avuto un impatto senza precedenti sul giro di affari. Si registra un calo complessivo del 20,5% sul mese di febbraio dello stesso anno con la flessione che diventa ancora più accentuata (-40,5%) se si considera le attività a prevalenza non alimentare.

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