17:15 08 Agosto 2020
Economia
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La Corte costituzionale federale tedesca "salva" il quantitative easing PSPP, ma chiede alla Banca centrale europea di chiarificare meglio entro 3 mesi o la Bundesbank potrebbe uscire dal QE.

L’attesa sentenza della Corte costituzionale tedesca sulla costituzionalità o meno del quantitative easing in Germania è arrivata.

La Corte ha dichiarato costituzionale e legale il Qe attivato nel 2015, quindi rispetta il divieto del Trattato europeo di non monetizzazione dei debiti pubblici dei Paesi membri dell’Ue.

Allo stesso tempo la Corte accoglie anche il ricorso fatto da economisti e accademici tedeschi che ritenevano gli acquisti dei titoli di Stato operati dalla BCE una aperta violazione del mandato di quest’ultima, in particolare sul mancato rispetto del principio di proporzionalità sancito dal Trattato.

La sentenza di quest’oggi non si applica al PEPP, il programma eccezionale da 750 miliardi di euro di riacquisto dei titoli europei da parte della BCE avviato come risposta alle conseguenze economiche scatenate dalla pandemia in atto.

Tuttavia una risposta negativa da parte della Corte tedesca avrebbe causato non pochi problemi alla credibilità dei programmi di acquisto titoli della BCE e avrebbe potuto causare turbolenze sui mercati finanziari.

La richiesta della Corte tedesca alla BCE

Con 7 voti a favore e uno contrario, la Corte costituzionale tedesca ha “salvato” i programmi QE della Bce e affermato il principio di legalità dei programmi, allo stesso tempo ha chiesto alla Banca centrale europea di precisare e di dimostrare con argomentazioni e “in una forma comprensibile” che le misure di politica economica adottate non hanno effetti economici e fiscali non proporzionati, come invece ritengono alcuni economisti tedeschi.

La Corte ha dato tre mesi alla BCE per fornire tali chiarimenti, superati i quali la Bundesbank, la Banca centrale tedesca, potrebbe non partecipare più ai lavori di implementazione e esecuzione del programma PSPP (Public Sector Purchase Programme) attivo dal 9 marzo del 2015 per l’acquisto di titoli emessi dai governi, da agenzie pubbliche e istituzioni internazionali collocate nell’area dell’euro.

La risposta della Commissione Ue

Non si è fatta attendere la risposa della Commissione Ue, che attraverso un portavoce ha perentoriamente "riaffermato il primato della legge europea" rispetto a quella degli Stati membri. Le "decisioni della Corte europea sono vincolanti su tutte le Corti nazionali", aggiunge la Commissione Ue che difende la Bce e la sua indipendenza.

La Commissione Ue, tuttavia, studierà la sentenza della Corte costituzionale tedesca.

I programmi di acquisto di titoli pubblici e privati (APP)

L’Eurosistema, ovvero la BCE e le Banche centrali nazionali dei Paesi membri dell’Ue, ha attivato nel 2014 l’APP, il programma di acquisto di titoli pubblici e privati.

Tali programmi hanno assunto nel corso degli anni nomi differenti (CBPP3, ABSPP, PSPP, CSPP), ma tutti sono volti a fornire liquidità in eccesso alle banche dei Paesi europei per ridurre i rendimenti di mercato dei titoli stessi.

Grazie a questa politica monetaria è possibile offrire un accesso al credito più vantaggioso, favorendo gli investimenti e stimolando l’attività economica.

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Bundesbank, Banca Centrale Europea
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