08:00 27 Maggio 2020
Economia
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Ci vorranno almeno 2 anni per il "ritorno alla normalità" dopo lo stop dei voli sino a luglio. Possibile riduzione del 20% dei salari e chiusura basi in Europa.

Doccia fredda per i dipendenti Ryanair: la compagnia prevede infatti una riduzione del personale di circa 3000 unità. Lo ha annunciato stamattina, proprio il Primo Maggio, giornata dei Lavoratori. 

I tagli riguardano principalmente il personale di bordo e i piloti. Ma non saranno gli unici provvedimenti che la compagnia adotterà per affrontare la dura crisi del settore. Al vaglio anche la riduzione del 20% delle buste paga e la chiusura di alcune basi in Europa sino al "ritorno alla normalità". Ma ci vorrà del tempo. 

Dopo la proroga dello stop al 99% dei voli sino a luglio 2020, la compagnia valuta che ci vorranno almeno due anni prima che la domanda di voli torni ai livelli precedenti la crisi. 

L'amministratore delegato del gruppo, Michael O'Leary, si era ridotto la retribuzione del 50% per aprile e maggio e ha deciso di estendere la riduzione fino a marzo 2021. La compagnia ha inoltre avviato i negoziati con Boeing per ridurre il numero delle consegne di aerei per i prossimi 24 mesi, per via della riduzione del traffico dei passeggeri. 

Nel primo trimestre il numero dei passeggeri è crollato del 99,5% e fino a marzo 2021 Ryanair prevede di non trasportare più di 100 milioni di passeggeri, 54 milioni in meno rispetto all'obiettivo originale. 

La scorsa settimana, 'O Leary, intervistato dal Financial Times, aveva bocciato l'idea di volare a regime ridotto per poter mantenere le misure di distanziamento, in quanto "non è possibile avere un profitto con un tasso di riempimento del 66%"

 

 

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