17:28 08 Agosto 2020
Economia
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Emergenza coronavirus: situazione in Italia (21 aprile - 2 maggio) (148)
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La chiusura prolungata di bar e ristoranti è un danno anche per l'agroalimentare italiano legato a doppio filo alla ristorazione. Confcommercio chiede incontro urgente con Conte.

A seguito della pubblicazione del Dpcm 26 aprile contenente le norme per la cosiddetta Fase 2 che ufficialmente partirà il 4 maggio prossimo, sono numerose le critiche che giungono dalle associazioni di categoria di quei settori per ora esclusi dalle riaperture.

Questa mattina si è fatta sentire la voce di Confcommercio attraverso il commento del presidente Carlo Sangalli, il quale in un comunicato stampa ha fatto notare come “ogni giorno di chiusura in più produce danni gravissimi e mette a rischio imprese e lavoro”.

E se le condizioni sono queste, prosegue Sangalli, allora “diventa vitale il sostegno finanziario alle aziende con indennizzi a fondo perduto che per adesso non sono ancora stati decisi”.

Ma chiede che si agisca subito Sangalli, “in sicurezza” ma agire per “evitare il collasso economico di migliaia di imprese”.

Incontro urgente con il Governo

Sangalli chiede anche un incontro “urgente, anzi urgentissimo” con il presidente Conte per “discutere di due punti: riaprire prima e in sicurezza; mettere in campo indennizzi e contributi a fondo perduto a favore delle imprese''.

Ristoranti e agroalimentare legati a doppio filo

La Fondazione Filiera Italia che rappresenta la difesa dell’agroalimentare italiano e dell’eccellenza alimentare Made in Italy, attraverso il suo consigliere delegato Luigi Scordamaglia ritiene che “prolungare la chiusura dei ristoranti fino all’1 giugno assesterebbe un duro colpo a tutto il settore agroalimentare italiano”.

Sono in pericolo, dice Scordamaglia, “320.000 locali che oggi danno lavoro a oltre 1 milione e 200 mila persone”.

Fermare bar e ristoranti per un ulteriore mese, fa notare la fondazione, mette a repentaglio anche le imprese dell’agroalimentare perché sono “legati a doppio filo a quel canale”: formaggi, vini, salumi.

La fondazione stima una perdita di fatturato del -30%, con i primi dati che parlano di “cifre previsionali del settore al -20% per quest’anno sulle vendite”.

E poi ricordano da Filiera Italia quale sia la situazione italiana prima del lockdown: “ricordiamo che da anni i consumi interni sono al palo”. La situazione attuale “per un drammatico effetto domino” porterà l’export a calare del -12% nel 2020, aggiungendo quindi ulteriore danno a una situazione pregressa non rosea.

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Economia, Confcommercio, Coronavirus
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