16:17 21 Settembre 2020
Economia
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L'emergenza coronavirus in Italia (13-21 aprile) (128)
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I sindacati lamentano la lentezza dell'erogazione della cassa integrazione, che probabilmente slitterà al 30 aprile, ha assicurato il presidente dell'Inps, Pasquale Tridico.

Shock senza precedenti per l'Italia: la rapida diffusione del COVID-19 si è sommata a una situazione economica che era già deteriorata nell'ultimo trimestre 2019, cambiando "il quadro congiunturale con una velocità e un’intensità senza precedenti in tempi di pace". E' quanto emerge dalla nota congiunturale di aprile dell'UPB (Ufficio Parlamentare di Bilancio). 

Per l'Italia "si prefigura per la prima metà dell’anno un calo dell’attività economica di intensità eccezionale, mai registrato nella storia della Repubblica" si legge nel rapporto che stima la riduzione del PIL nel primo trimestre del 2020 di cinque punti percentuali, quasi interamente ascrivibili allo stop delle attività di marzo. Il protrarsi delle restrizioni sino a maggio potrebbe quindi causare una contrazione complessiva di ben 15 punti, nei primi due trimestri dell'anno. 

Nel caso di un regresso dell'epidemia, il PIL potrebbe tornare a crescere in estate, ma a causa dell'elevato grado di incertezza le stime vanno interpretate con cautela. 

Occupazione e CIG 

Le difficoltà economiche dovute al lockdown frenano l'occupazione e fanno esplodere le domande per la cassa integrazione. 

Secondo l’Istat, il 51,3% delle imprese e il 42,9% dei lavoratori dipendenti è stato interessato dai provvedimenti di sospensione o riduzione dell’attività produttiva mentre le richieste per la CIG con causale  “COVID-19”, pervenute all'Inps al 10 aprile, riguardano circa 2,9 milioni di lavoratori, quando le istanze relative all'assegno ordinario coinvolgono circa 1,7 milioni di beneficiari. 

Dalle stime dell'UPB emerge che "il numero di ore autorizzate possa essere ampiamente superiore, anche triplo, rispetto ai valori massimi storicamente osservati su base mensile dalla crisi finanziaria del 2009".

Ritardi nell'erogazione 

I cassintegrati, intanto, attendono l'erogazione delle somme promesse. Slittato il termine del 15 aprile, il presidente dell'Inps Pasquale Tridico ha assicurato,  in Commissione Lavoro alla Camera, "l'impegno a rispettare la data della fine di aprile per pagare la cassa integrazione ordinaria". Per quella in deroga, invece, si dovrà attendere oltre la data del 30 aprile, poiché alcune regioni non hanno ancora inviato i dati. 

Tra i Consulenti del Lavoro c'è più pessimismo: per l'ordinaria si dovrà attendere la prima settimana di maggio, per la straordinario, che riguarda mezzo milione di lavoratori, non ci sono tempi certi. 

"In tempi normali l'Inps impiega due mesi e mezzo per la procedura di liquidazione della cassa integrazione, figuriamoci adesso. Avevamo chiesto infatti di semplificare al massimo le procedure per far arrivare in fretta i soldi nelle tasche dei lavoratori, ma non ci hanno dato retta", dichiara a Repubblica Luigi Sbarra, segretario generale aggiunto della CISL. 

Le richieste pervenute all'Inps sono circa il triplo rispetto alla crisi del 2009. L'accordo che il governo ha firmato con l'Abi per anticipare le somme non basta, perché l'Inps non ha ancora prodotto i documenti necessari a garanzia dell'anticipo.  

"Un'attestazione dell'Inps che l'Istituto non è in grado di rilasciare nel giro di pochi giorni. A quel punto, non ci sarebbe neanche più bisogno dell'anticipo perché vorrebbe dire che l'Inps ha completato la pratica ed è in grado di erogare direttamente l'assegno", spiega il sindacalista. 

Dei quasi 5 milioni di lavoratori in cassa integrazione, intanto, sono in pochissimi ad aver ricevuto l'assegno e solo perché anticipato dai datori di lavoro. 

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L'emergenza coronavirus in Italia (13-21 aprile) (128)
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INPS, Coronavirus, Italia
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