22:35 04 Agosto 2020
Economia
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L'emergenza coronavirus in Italia (13-21 aprile) (128)
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Il direttore generale del Meccanismo europeo di stabilità (Mes), Klaus P. Regling, rassicura gli italiani sull'eventuale uso: non farete la fine della Grecia, state tranquilli.

Il direttore generale del Mes, il tedesco Klaus P. Regling, ha rassicurato l’Italia sull’uso del Meccanismo europeo di stabilità. Se l’Italia dovesse accettare di utilizzare la linea di credito per coprire le spese sanitarie, non farebbe la stessa fine della Grecia che fu sottoposta dalla Troika a sacrificali condizioni di rimborso.

La differenza rispetto alle altre linee di credito spiega Regling, sta nel fatto che essa è resa disponibile a tutti i Paesi allo stesso tempo e non ad un solo Paese nello specifico.

Questa è “una differenza rispetto a quanto avvenuto una decina di anni fa”, sembra voler rassicurare Regling, direttore del Mes.

I prestiti fatti anche ad Irlanda e Portogallo, dovettero prevedere condizionalità dettagliate e diverse da nazione a nazione perché diverse furono le situazioni. Ma questa volta non sarà così.

Regling lo ha spiegato dalle colonne del Corriere della Sera a cui ha rilasciato una intervista.

Una condizione c’è

La sola condizione da coprire riguarda i “costi diretti e indiretti di sanità, cura e prevenzione”, spiega Regling.

Chiedere questa linea di credito, secondo Regling, vorrà dire più infermieri e medici, più materiale medicale e nuovi ospedali.

Ieri il commissario per l’emergenza Domenico Arcuri, durante la conferenza stampa, ha preannunciato che il ministro della Salute lavora a un ampio piano di potenziamento del sistema Sanitario nazionale. Anche prima dell’emergenza sanitaria Speranza aveva preannunciato un piano in più anni da 10 miliardi di euro per la Sanità pubblica, da realizzare con soldi dello Stato italiano: non si parlava di alcuna linea di credito da chiedere attraverso il Mes.

Conte al Consiglio europeo

Il prossimo 23 aprile si svolgerà uno storico Consiglio europeo in cui i capi di stato saranno chiamati a partorire decisioni che segneranno la storia dell’Ue futura. Il presidente del Consiglio Giuseppe Conte, nell’intervista rilasciata a Il Giornale, ha ribadito la sua contrarietà al Mes con qualche spiraglio di apertura, ma in particolare si è detto fiducioso che dalla videoconferenza ne usciranno note positive.

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