17:42 08 Agosto 2020
Economia
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La pandemia del coronavirus: contagi mondiali si avvicinano a 2 milioni (10-15 aprile) (58)
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Si terranno oggi, mercoledì 15 aprile, i primi colloqui in via telematica tra i negoziatori britannici e dell’Unione europea dopo l’interruzione dovuta alla crisi del coronavirus. L’interrogativo che sorge spontaneo è – la pandemia costringerà il processo di uscita a nuovi rinvii? Cambierà la carte in tavola della negoziazione?

Eravamo rimasti a quando, era febbraio, il commissario europeo per il commercio, Phil Hogan, aveva previsto che il Regno Unito sarebbe finito per passare alle regole canoniche del WTO, l’Organizzazione Mondiale del Commecio. Il Premier britannico Boris Johnson aveva insistito invece che fosse in grado di negoziare un accordo di libero scambio in stile canadese (cioè senza tariffe di importazione) con Bruxelles.

Un incontro faccia a faccia tra il principale negoziatore dell'UE Michel Barnier e David Frost, in rappresentanza della Gran Bretagna, si sarebbe dovuto tenere lo scorso 18 marzo ma, per i motivi ben noti, è stato rinviato.

Eccoci quindi alla data odierna, mercoledì 15 aprile, in cui Barnier e Frost hanno programmato una riunione virtuale, che dovrebbe svolgersi utilizzando Zoom, Skype o una tecnologia simile. Gli analisti suggeriscono che non starebbero pianificando di discutere l’estensione del periodo di transizione oltre la fine di dicembre, tuttavia il sospetto che la pandemia possa anch’essa sedere al tavolo come terzo incomodo esiste.

​In effetti molto è cambiato nell’ultimo mese

Il 19 marzo il sig. Barnier ha confermato di essere risultato positivo al COVID-19 e il sig. Frost si è auto-isolato dopo aver mostrato i sintomi. Peggio ancora è andata al Primo Ministro britannico Boris Johnson che ha trascorso diverse notti in un'unità di terapia intensiva dopo che i suoi sintomi di coronavirus erano peggiorati. Ora sta decisamente meglio, ma il segretario agli affari esteri Dominic Raab continua a gestire le operazioni quotidiane del Governo britannico mentre è in convalescenza.

La Gran Bretagna ha avuto 12.107 decessi per coronavirus e diversi Paesi dell'UE hanno subito un numero ancora peggiore di vittime - in particolare l’Italia, come purtroppo sappiamo bene, ma anche Spagna e Francia. Solo queste tre grandi nazioni europee hanno perso insieme oltre 50.000 persone.

Resta quindi da capire se il duro shock della devastazione del virus avrà un impatto sui colloqui commerciali post Brexit.

A febbraio Johnson stava prendendo una linea molto dura e insistendo sul fatto che il Regno Unito non avrebbe accettato alcuna norma UE come parte di un accordo commerciale. Johnson aveva affermato di volere lo stesso accordo che ha il Canada con l'UE: senza tariffe di importazione per la maggior parte delle merci, pur rimanendo ancora controlli doganali e IVA.

In un discorso del 3 febbraio, Johnson aveva affermato che il Regno Unito sarebbe potuto tornare semplicemente ai termini dell'Organizzazione mondiale del commercio (OMC, o WTO secondo l’acronimo inglese) se Barnier si fosse rifiutato di accettare l’accordo di libero scambio alla canadese.

Johnson aveva dichiarato: "Ci è stato spesso detto che dobbiamo scegliere tra il pieno accesso al mercato dell'UE, che comprende accettare le sue regole e i suoi tribunali sul modello norvegese, o un ambizioso accordo di libero scambio, che apra i mercati ed eviti la piena panoplia (assortimento estremamente vario e pittoresco) del regolamento UE, sull'esempio del Canada".

L'ufficio per la responsabilità di bilancio ha dichiarato martedì 14 aprile che l'economia britannica potrebbe ridursi del 35% entro giugno. La maggior parte delle attività economiche e di costruzione è ferma nel Regno Unito, con un gran numero di imprese chiuse, che lavorano da casa o affidano il personale alle sovvenzioni governative.

Il cancelliere Rishi Sunak - che è subentrato a febbraio solo quando il suo predecessore Sajid Javid si è dimesso dopo una lite con Johnson e il suo stratega politico, Dominic Cummings - è convinto che l'economia si riprenderà dopo la crisi del coronavirus alla fine di quest'anno ma un fallimento nelle negoziazioni commerciale con l'UE potrebbe influire su tale processo.

Il trattato sulla Brexit, che è stato concordato dal Johnson e dall'UE nell'ottobre dello scorso anno, prevede tuttavia la possibilità di prorogare il periodo di transizione fino ad altri due anni. Il che manterrebbe il Regno Unito nel mercato unico dell'UE e nell'unione doganale fino alla fine del 2022. Ma Johnson e Cummings sono desiderosi di "liberare il potenziale della Gran Bretagna" e ritengono che essere limitati in tali manette politiche ed economiche sarebbe un grave ostacolo alle possibilità del Regno Unito di andare avanti autonomamente.

Governo britannico e UE si stanno entrambi concentrando sulla crisi del coronavirus ma resta dubbio che alcuna delle parti possa aver ammorbidito le proprie posizioni negoziali sullo sfondo della pandemia.

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