10:51 24 Settembre 2020
Economia
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L'emergenza coronavirus in Italia (13-21 aprile) (128)
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Secondo quanto riferito da Confcommercio l'effetto coronavirus ha causato un calo dei consumi del 10,4% nel primo trimestre del 2020 rispetto all'anno precedente, motivato principalmente dal calo del 31,7% registrato a marzo.

L'Ufficio Studi Confcommercio ha stimato, nella sua analisi, un calo del 10,4% dei consumi nel primo trimestre del 2020 rispetto all'anno precedente, causato principalmente dal crollo nei consumi di marzo (-31,7%).

"Siamo in presenza di dinamiche inedite sotto il profilo statistico-contabile, che esibiscono tassi di variazione negativi in doppia cifra non presenti nella memoria storica di qualunque analista. [...] I dati “veri” sull’accoglienza turistica (-95% degli stranieri a partire dall’ultima settimana di marzo), sulle immatricolazioni di auto (-82% nei confronti dei privati), sulle vendite di abbigliamento e calzature (attualmente -100% per la maggior parte delle aziende, precisamente quelle non attive su piattaforme virtuali), per i bar e la ristorazione (-68% considerando anche le coraggiose attività di delivery presso il domicilio dei consumatori), appaiono di sconcertante evidenza" si legge sul documento di Congiuntura Confcommercio.

"Con qualche ritardo rispetto al depotenziamento repentino della domanda, la produzione si è adeguata. Fiducia e indici di
attività produttiva sono crollati in marzo, sommandosi alla scomparsa della domanda per consumi. Di conseguenza, le nostre stime indicano una riduzione tendenziale del PIL del 3,5% nel primo quarto del 2020 e del 13% nel mese di aprile" afferma l'Ufficio Studi Confcommercio nell'analisi.

Per Confcomemrcio, i provvedimenti delle autorità nazionali e internazionali non possono modificare il profilo delle perdite di prodotto ma possono mitigare le perdite di reddito disponibile connesse alla riduzione dell'attività, trasformandole in larga misura in deficit pubblico e quindi debito sovrano.

"Oggi è necessario evitare che, dopo il coronavirus, la ricostruzione dei livelli di benessere economico, già depressi, del 2019, duri troppi anni. Il rischio è la marginalizzazione strutturale del Paese rispetto alle dinamiche internazionali dell’integrazione, dell’innovazione tecnologica, della sostenibilità e, in definitiva, della crescita di lungo termine", conclude l'analisi di Confcommercio.

Considerando il peggioramento delle condizioni economiche ad aprile e il persistere delle misure di contenimento da Covid-19, si stima per il mese in corso una flessione congiunturale del Pil del -6,1% dato che porterebbe ad una decrescita del 13% rispetto allo stesso mese del 2019.

L'ultimo DPCM ha prolungato il lockdown sino al 3 maggio, data in cui dovrebbe iniziare la Fase 2 e la progressiva riapertura "cum grano salis" di tutte le attività economiche. Nel frattempo librerie, cartolibrerie e negozi di abbigliamento per bambini potranno riaprire dal 14 aprile ma con rigide regole che dovranno essere rispettate in tutto il territorio italiano.

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L'emergenza coronavirus in Italia (13-21 aprile) (128)
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