04:23 25 Settembre 2020
Economia
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La diffusione del coronavirus in Italia (3-13 aprile) (122)
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Il turismo è uno dei settori più colpiti dalla pandemia del Coronavirus, particolarmente in questo periodo di festività dove regolarmente è alta l'affluenza turistica nelle città italiane. La Federalberghi sta predisponendo un protocollo per la sicurezza di clienti e dipendenti che sottoporrà a breve al governo.

La pandemia da Coronavirus ha condizionato l'intera economia italiana, ma ha notevolmente colpito il turismo, causando una Pasqua con una completa assenza di turisti nel Paese.

"Oggi a causa delle conseguenze disastrose che la pandemia da coronavirus ha provocato al nostro comparto, possiamo solo rilevare che non avremo nessun movimento né potremo comunicare il conseguente giro d’affari di tutta la filiera turistica, così essenziale per il benessere del Paese", si legge nel comunicato stampa di Federalberghi pubblicato in occasione delle festività pasquali.

Bernabò Bocca, presidente di Federalberghi, commenta la situazione del Paese in riferimento all’inevitabile privazione della vacanza primaverile per eccellenza: "La voce accoglienza resiste nel settore ricettivo. Sono moltissimi gli albergatori che nelle regioni italiane hanno messo a disposizione le proprie strutture in questa drammatica circostanza. Non vi è stato bisogno di requisire gli alberghi, alla chiamata del Governo eravamo già pronti [...] Su tutto il territorio, oggi ferve un cordone umanitario da parte della nostra federazione, che opera in sintonia con tante altre risorse della comunità civile per dare ricovero ai malati lievi costretti alla quarantena, ai medici ed agli infermieri che si trovano a dover operare nei vari presidi ospedalieri" come si continua a leggere nel comunicato stampa.

La proposta di Federalberghi: riapertura per salvare il settore

La Federalberghi sta predisponendo un protocollo per la sicurezza di clienti e dipendenti che sottoporrà a breve al governo per risolvere alla situazione di lockdown con una programmata riapertura, ha dichiarato il presidente Bernabò Bocca in un'intervista ad Agi.

"Gli alberghi non sono mai stati chiusi da un Dpcm ma il 95% ha interrotto l'attività per mancanza di clienti: non sono chiusi per decreto ma per mercato. La situazione è drammatica, aggravata dalla totale incertezza. Nella giunta della federazione tenuta due giorni fa, è emerso che la maggioranza non sa se le strutture resteranno attive. La domanda degli imprenditori è: ci sarò ancora a giugno? Se anche ripartisse il solo mercato italiano, le presenze sarebbero dimezzate rispetto allo scorso anno" dichiara ad Agi il presidente Bocca.

"Nessuno più di noi tiene alla salute di clienti e dipendenti: se predisponiamo un protocollo che preveda una serie di misure, dalla sanificazione degli ambienti all'uso di mascherine e gel disinfettanti, dobbiamo avere 'una bollinatura' dalle istituzioni. Questo anche perché, nel momento in cui si applica un protocollo comune ed ufficiale, si è al riparo da eventuali cause legali e conseguenti danni patrimoniali" continua Bocca, aggiungendo che le modalità di ripresa dell'economia andrebbero concordate a livello europeo.

Il settore turistico uscirà radicalmente modificato dalla pandemia, con grandi perdite dal punto di vista economico. Secondo un'indagine di Confesercenti, nelle sole prime due settimane di lockdown il commercio, il turismo e la ristorazione, da soli hanno già perso 11,5 miliardi di ricavi.

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