04:45 02 Giugno 2020
Economia
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La diffusione del coronavirus in Italia (3-13 aprile) (122)
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Banca d'Italia invia le sue raccomandazioni a banche e intermediari finanziari sul come devono operare a favore dei loro clienti e intimano di attivarsi "senza indugio" a favore delle imprese.

La Banca d’Italia si schiera al fianco degli italiani e con una raccomandazione che ha il sapore del mezzo richiamo alle banche e agli intermediari finanziari, invita, “senza indugio” banche e intermediari finanziari a “ intensificare gli sforzi per ridurre al minimo i disagi per l’utenza e per agevolare l’accesso alle misure di sostegno previste dai decreti legge 17 marzo 2020, n. 18 (cd. “Cura Italia”) e 8 aprile 2020, n. 23 (cd. “Liquidità”).”

Banca d’Italia riferisce di avere infatti rilevato che:

“dal monitoraggio attivato sulle segnalazioni ricevute dai clienti e sui mezzi di comunicazione sono emerse talune difficoltà da parte dell’utenza.”

Cosa raccomanda Banca d’Italia

Senza indugio Banca d’Italia raccomanda alle banche di potenziare i call center e altri canali di assistenza della clientela a distanza, per ridurre al minimo il disagio di clienti che non possono spostarsi da casa. Per ridurre il disagio di chi vive in località montane o sulle isole e in questa situazione sono ulteriormente disagiati dalla ridotta possibilità di fruire dei mezzi di trasporto, che sono stati notevolmente ridotti anche sul fronte pubblico.

“alle modalità di attivazione delle misure governative, gli intermediari dovranno fornire senza indugio istruzioni chiare e omogenee alle proprie reti sulle regole e procedure interne da adottare, al fine di assicurarne uniformità di applicazione; dette procedure andranno soprattutto adeguate per superare eventuali ostacoli alla piena attuazione delle citate misure.”

Banca d’Italia alle banche italiane: operate “senza indugio”

Una raccomandazione che ha il sapore del richiamo alle banche italiane quello di Banca d’Italia, che fa notare le carenze di un sistema bancario e creditizio digitalmente poco preparato, in particolare se si guarda ai piccoli istituti di credito locali come scriveva Il Sole 24 Ore ad inizio mese, il quale considerava l’emergenza nuovo coronavirus un vero e proprio test per la digitalizzazione del sistema bancario italiano.

Aree facilmente accessibili sui siti web

A partire dal sito web, la Banca d’Italia si trova costretta a spiegare dove va collocato il link all’area dedicata alle misure del governo a sostegno di imprese e cittadini:

“Gli intermediari vorranno senza indugio predisporre all’interno del proprio sito web una sezione dedicata all’accesso alle misure del Governo, chiara e agevolmente consultabile. Tale sezione dovrà essere facilmente accessibile dalla home page, con un collegamento in posizione di immediata visibilità.”

Estendere le iniziative del governo

La Banca d’Italia raccomanda anche di estendere “l’ambito di applicazione dei provvedimenti emanati dal Governo” il più possibile per includere anche le “categorie di soggetti che potrebbero versare in situazioni di difficoltà e/o in relazione a tipologie di rapporti contrattuali al momento non comprese nei predetti provvedimenti.”

Alle banche gli viene chiesto di tornare all’antico, di fare da Pio monte di misericordia, ciò per cui erano nate.

Ma attenzione alla criminalità organizzata

Come ha ricordato il ministro dell’Interno Lamorgese, le mafie si stanno già organizzando per fare affari in questo periodo di emergenza.

Anche le banche dovranno stare attente e dovranno evitare di ritrovarsi a finanziare operazioni criminali.

“Considerate le opportunità che l’attuale crisi rischia di offrire alla criminalità economica, si fa presente che gli intermediari dovranno continuare a sottoporre la clientela a tutti gli obblighi previsti dalla disciplina in materia di antiriciclaggio. La profondità e l’intensità dei controlli da condurre a fini di adeguata verifica andranno opportunamente calibrate.”
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