21:39 31 Ottobre 2020
Economia
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A comunicarlo è stato il presidente del Paese Andrés Manuel López Obrador, dopo aver concordato la decisione con l'inquilino della Casa Bianca Donald Trump.

Il presidente messicano Andrés Manuel López Obrador ha affermato che la decisione di ridurre la produzione di petrolio di 100mila barili al giorno anziché i 350mila proposti nell'ambito del nuovo accordo con l'alleanza OPEC+ è stata concordata con il presidente americano Donald Trump, che da parte sua ha promesso di ridurre ulteriormente la produzione di 250mila barili negli Stati Uniti.

"Ho parlato con il presidente Trump ed abbiamo deciso di ridurre la produzione di 100mila barili al giorno. Gli Stati Uniti hanno promesso di ridurre ulteriormente la produzione di 250mila barili al giorno per aiutare il Messico", ha detto Lopez-Obrador durante una conferenza stampa pubblicata sulla sua pagina Twitter.

Mosca è convinta che il parere favorevole del Messico sulla quota di produzione petrolifera all'interno dell'OPEC+ si rifletterà positivamente sui mercati internazionali. Lo ha dichiarato il portavoce del Cremlino, Dmitry Peskov.

Peskov ha affermato che il presidente russo Vladimir Putin apprezza il documento OPEC+, che è diventato un compromesso tra paesi che sono stati in grado di concordare modelli per ridurre i livelli di produzione di petrolio.

Dopo che i giornalisti hanno comunicato al portavoce di Putin durante la teleconferenza il parere favorevole del Messico di ridurre la produzione di petrolio, Peskov ha dichiarato che il Cremlino riteneva che l'accordo fosse già concluso e valido.

Ha anche detto che il Cremlino non considera un errore il rifiuto della Russia a marzo di incrementare i tagli alla produzione dell'OPEC+, la Russia è coerente nella cooperazione per stabilizzare il mercato.

Per Cremlino nessun perdente nell'accordo sul taglio della produzione petrolifera. "Non ci sono perdenti, qui, ovviamente, ci sono solo vincitori per questa decisione: i Paesi produttori di petrolio, i Paesi che consumano petrolio e l'economia mondiale nel suo complesso, che altrimenti sarebbe piombata nel caos se questo accordo non ci fosse stato", ha detto il portavoce del Cremlino Dmitry Peskov ai giornalisti.

Nessuno poteva prevedere l'entità del crollo della domanda di energia, verificatasi letteralmente nel giro di pochi giorni, ha sottolineato Peskov. Pertanto parlare di perdenti è "assolutamente errato e non vero in sostanza".

"La Russia condivide la necessità di una cooperazione nell'interesse della stabilizzazione del mercato mondiale", ha affermato Peskov.

I ministri dell'Energia del G20 hanno iniziato un incontro per stabilizzare il mercato petrolifero nel contesto della pandemia di coronavirus, hanno riferito a Sputnik due fonti a conoscenza dei negoziati.

L'incontro si svolge nel formato di videoconferenza. Contemporaneamente alcuni Paesi del G20 fanno parte dell'alleanza OPEC+, che ha condotto un vertice con al centro lo stesso tema il giorno prima.

Durante il vertice odierno è previsto l'intervento del segretario generale dell'OPEC Mohammed Barkindo e dei rappresentanti di altre importanti organizzazioni internazionali e regionali.

I Paesi dell'OPEC+ avevano adottato una nuova dichiarazione sulla cooperazione per stabilizzare il mercato petrolifero. Ma il documento era stato vincolato al parere favorevole del Messico sulle quote. Il nuovo accordo prevede una riduzione in tre fasi della produzione di petrolio da parte dell'alleanza dal livello di ottobre 2018: di 10 milioni di barili al giorno per il periodo maggio-giugno, 8 milioni tra luglio e dicembre e 6 milioni da gennaio 2021 a fine aprile 2022.

Tags:
Borsa&Mercati, Petrolio, OPEC, Messico
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