10:09 29 Maggio 2020
Economia
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La diffusione del coronavirus in Italia (3-13 aprile) (122)
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Secondo un'indagine Coldiretti, quasi 1 italiano su 3 non resiste nemmeno 72 ore prima di uscire per fare la spesa. Gli italiani hanno riempito le proprie case di scorte, principalmente di pasta, latticini e cibo in scatola.

Secondo i dati di un'indagine di Coldiretti/Ixé sui comportamenti degli italiani durante la pandemia da Covid-19, un'italiano su 3 (30%) non riesce resistere all'idea di dover far la spesa per più di 72 ore e va a fare rifornimento ossessivo di alimentari, per paura di rimanere senza cibo a casa, svuotando gli scaffali dei supermercati e riempiendo di scorte le proprie abitazioni.

"Nel 38% delle case degli italiani sono state accaparrate scorte di prodotti alimentari e bevande per il timore di non trovali più disponibili sugli scaffali"

I dati dell'indagine Coldiretti/Ixe rivelano che nelle dispense degli italiani sono stati accumulati soprattutto nell’ordine:

  • pasta, riso e cereali (26%)
  • latte, formaggi, frutta e verdura (17%),
  • prodotti in scatola (15%)
  • carne e pesce (14%)
  • salumi e insaccati (7%) 
  • vino e birra (5%)

Un'altro dato che emerge dall'indagine di Coldiretti/Ixé è il dato secondo il quale la spesa venga usata, da molti italiani, come scusa per poter uscire:

"Più di un italiano su dieci (11%) non rispetta le indicazioni ed i divieti in termini di uscite da casa, spostamenti e rispetto delle distanze sociali, come dimostra purtroppo la presenza di ancora troppe persone all’aperto. [...] Per di uscire di casa si trovano spesso giustificazioni fantasiose ma la più gettonata è senza dubbio quella di dove fare la spesa", afferma Coldiretti.

​Coldiretti critica il comportamento dei cittadini, i quali comprando grandi quantitativi di alimenti mettono in crisi l'intero sistema di rifornimenti dei supermercati e della filiera produttiva:

"Un comportamento pericoloso per la salute, per l’attesa nelle lunghe file, ma che favorisce le speculazioni dal campo alla tavola e anche gli sprechi di cibo in un momento delicato per le forniture alimentari del Paese. Una situazione che mette sotto pressione il lavoro di oltre tre milioni di italiani ai quali è stato richiesto di continuare ad operare nella filiera alimentare, dalle campagne all’industrie fino ai trasporti, ai negozi e ai supermercati, per garantire continuità alle forniture di cibo e bevande alla popolazione".

Ai risultati esposti da Coldiretti sui comportamenti degli italiani, fa da contraltare l'impegno che molti altri cittadini hanno assunto per contrastare la pandemia. Oggi la Filiera Italia, fondazione che riunisce il meglio del Made in Italy agroalimentare, si è espressa a favore di una riapertura programmata delle aziende per permettere una cauta ripresa dell'attività produttiva.

 

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La diffusione del coronavirus in Italia (3-13 aprile) (122)
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