02:54 31 Maggio 2020
Economia
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La diffusione del coronavirus in Italia (3-13 aprile) (122)
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Nella situazione economica creatasi a causa della pandemia da Coronavirus Filiera Italia, fondazione che riunisce il meglio del Made in Italy agroalimentare, esprime la propria posizione sulla riapertura e la ripresa dell'economia italiana.

Luigi Scordamaglia, consigliere delegato di Filiera Italia, si è espresso riguardo l'attuale situazione economica italiana e quelle che potrebbero essere le conseguenze a livello nazionale ed internazionale:

"Tutelare la salute e contenere il virus è la priorità assoluta, ma il prezzo da pagare non può essere la distruzione del sistema produttivo italiano. Non c’è tempo per fare da spettatori a balletti di date che pospongano sempre più avanti il riavvio delle attività produttive del paese. [...] I nostri clienti nel mondo non hanno più la pazienza, hanno bisogno di risposte certe sulla riapertura, vogliono capire se potranno puntare nelle prossime settimane sulle nostre forniture o dovranno cambiare fornitore", spiega Scordamaglia.

La Filiera Italia, fondazione che riunisce il meglio del Made in Italy agroalimentare, punta quindi su una riapertura cauta ma attiva della produzione, valida a scongiurare un disastro economico irrecuperabile:

"Siamo consci che la riapertura vada programmata attentamente. Sarà necessario individuare tutte le fasce particolarmente suscettibili al virus per età, individuare soggetti immunologicamente resistenti, rendere sistemiche le misure di distanziamento sociale parziale e provvedere a sistemi di protezione individuale, ma tutto ciò dovrà coincidere con una ripresa dell’attività produttiva", continua Scordamaglia.

Se le aziende rimarranno chiuse, nessun intervento pubblico le salverà

"Pensare di prolungare la chiusura per ulteriori settimane vuol dire prepararsi a un disastro economico di proporzioni inimmaginabili, tale che nessun intervento pubblico nazionale potrà mai contenere o compensare. Servono decisioni univoche sul territorio nazionale, scientificamente solide ma realiste, che partano dal presupposto che il motore produttivo del Paese pur con rigide regole e necessarie limitazioni e indispensabili controlli, debba essere comunque riavviato", continua il consigliere delegato di Filiera Italia, considerando importante tutelare le aziende strategiche italiane anche nel settore agroalimentare con sistemi tipo Golden Power.

Filiera Italia non è la prima ad aver esposto le proprie preoccupazioni riguardo la situazione economica derivata dalla chiusura delle aziende: secondo i calcoli effettuati da Confesercenti, le aziende italiane hanno perso nelle prime due settimane di lockdown 18 miliardi di euro di ricavi, cifra che interessa principalmente i settori commercio, turismo e ristorazione. Nel frattempo il ministro dell'economia Gualtieri ha garantito che i nuovi decreti in arrivo nel mese di aprile rafforzeranno per le imprese l'iniezione di liquidità.

Tema:
La diffusione del coronavirus in Italia (3-13 aprile) (122)
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