23:54 25 Ottobre 2020
Economia
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La Russia non ha in programma di aumentare la produzione di petrolio, le condizioni di mercato non lo consentono, segnala la Reuters con riferimento alle dichiarazioni del ministro dell'Energia russo Alexander Novak.

"La Russia non ha in programma di aumentare la produzione, dal momento che c'è un eccesso di offerta nel mercato", le parole di Novak riportate dalla Reuters.

Ha inoltre aggiunto che la Russia non ha ancora discusso la situazione del mercato petrolifero con l'Arabia Saudita, ma non ne ha escluso la possibilità in futuro.

Secondo il dipartimento centrale del complesso energetico e di carburante russo, la produzione media giornaliera di petrolio nel Paese a marzo è scesa dello 0,1% a 11.294 milioni di barili al giorno. Anche in termini annuali l'indicatore è diminuito dello 0,1%.

Marzo è stato l'ultimo mese in cui era ancora formalmente in vigore l'accordo per ridurre la produzione di petrolio da parte dell'Opec e di alcuni Stati al di fuori di questa organizzazione (Opec +). L'intesa durava dal 2017 e le sue condizioni sono cambiate più volte e sempre prorogate. Nel primo trimestre del 2020, l'alleanza ha ridotto la produzione di 1,7 milioni di barili al giorno dal livello di ottobre 2018, di cui 300mila era il taglio toccato alla Russia.

Tuttavia all'inizio di marzo, quando è diventata evidente la minaccia del calo della domanda di petrolio dovuta al coronavirus, i Paesi dell'Opec + non sono stati in grado di concordare né di modificare i parametri degli accordi né di estenderli. Allo stesso tempo la Russia ha proposto di mantenere i termini dell'accordo e l'Arabia Saudita di ridurre ulteriormente la produzione. Pertanto dal 1° aprile nessun Paese che aveva sottoscritto l'accordo è soggetto ai vincoli dell'intesa.

Tags:
Alexander Novak, Arabia Saudita, Borsa&Mercati, Energia, OPEC, Petrolio, Russia
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